La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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ASCENSIONE DEL SIGNORE SOLENNITÀ

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ASCENSIONE DEL SIGNORE SOLENNITÀ

2 giugno 2019

At 1,1-11, dal Sal 46, Eb 9,24-28; 10,19-23,  Lc 24,46-53

Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo.

Carissimi,

il giorno della vostra prima comunione cade nella solennità dell'Ascensione del Signore e viene considerato un giorno di grande festa.

Voi sapete cosa succede il giorno dell’Ascensione? Gesù va su in cielo, ma andando in cielo si separa dai suoi amici. Era stato a lungo con loro, con i suoi discepoli, tre anni, aveva compiuto tante cose, ma il giorno dell'ascensione va in cielo e da quel giorno i suoi amici, i suoi discepoli non lo vedono più.

Si può dire che è un giorno di festa, quando un amico si separa da noi, non è più con noi? (continua a leggere)

Voi che ve ne intendete di amicizia sapete che quando un amico parte e non potremo più vederlo non possiamo dire che è un giorno di festa: perché allora noi, la Chiesa, facciamo la festa dell'Ascensione del Signore?

La Parola del Signore che abbiamo appena ascoltato ci parla di gioia. Il ritornello del salmo ci fa dire "Ascende il Signore tra canti di gioia".

Perché allora facciamo festa in questo giorno? Ce lo fate capire voi ragazzi con la vostra gioia di poter fare finalmente la prima comunione. La vostra gioia è, come mi suggerite, perché si prende Gesù e la pensa così anche Gesù.

Gesù sale al cielo non come è disceso dal cielo. Lui è il figlio di Dio, è venuto sulla terra per salvarci e venendo è diventato uomo, ha preso un corpo come il nostro e salendo al cielo non è tornato come era disceso, ma è tornato con il suo corpo, è tornato con la nostra umanità. Gesù ha voluto portare con sé il nostro corpo, la nostra umanità.

Per questo dal giorno dell'Ascensione in poi in cielo, se riesco a spiegarmi senza fare troppa confusione, non c'è soltanto Dio Spirito ma c'è anche Dio uomo, ci siamo anche noi, perché Gesù è tornato in cielo prendendo con sé la nostra umanità per essere sempre unito a noi.

Questa è la comunione.

La comunione vuol dire unirci a Gesù, al suo corpo.

Quel pane che tra poco mangerete non è più pane, ma è il corpo del Signore. Ce lo ha detto Lui durante l'ultima cena, quando insieme ai suoi discepoli prese il pane, lo spezzò e disse: "Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio corpo dato per voi", è quel pane che grazie alla potenza dello Spirito durante la Messa viene consacrato e diventa il corpo del Signore.

Fare la comunione vuol proprio dire unirci a Gesù.

In qualche modo oggi andiamo anche noi in paradiso.

Anche se i nostri occhi non lo vedono, la gioia che proviamo ce lo fa capire, perché - voi ragazzi ve ne intendete - è la gioia dell'amicizia. Che cosa è l'amicizia? Non è solo aver vicino qualcuno. In classe ci sono tanti compagni ma gli amici sono diversi, anche quando sei in autobus c'è tanta gente, ma non è perché siamo in tanti, è perché capiamo che l'amicizia è una relazione spirituale, non si vede, ma si sente una grande gioia.

Sono contento che oggi ci sia anche Linus insieme a voi. L'avete visto oggi per la prima volta, perché non ha fatto catechismo con voi, perché abita in Germania e propriamente ha fatto la prima comunione domenica scorsa, ma ha sentito il desiderio di essere insieme ai suoi parenti, ai suoi amici che abitano in Italia, perché questa è la gioia, la gioia della amicizia. È l'affetto che si prova quando si è vicini alle persone che ti vogliono bene.

Questa è la gioia che ci dà Gesù, quando nella comunione ci uniamo con lui.

Davvero la comunione è come andare un po' in paradiso.

A me piace dire "voi avete una grande gioia", è bello vedervi emozionati oggi. Ma io sono sicuro che Gesù ne ha più voglia di voi, in qualche modo Lui è emozionato, è Lui che fa festa, perché ha voluto unirci a sé per sempre.

Questa gioia si rinnova ogni volta che partecipando alla Messa la domenica facciamo la comunione e vi suggerisco di non mancare mai nessuna domenica per fare ogni volta la comunione. E lo faremo anche giovedì prossimo, concludendo il catechismo.

Quest'anno il calendario non ci favorisce tanto, per cui faremo giovedì prossimo la seconda comunione solenne, salendo al santuario di San Luca per gustare ancora la gioia dell'amicizia con Gesù.

Non solo sono molto contento, ma anche vi ringrazio, ragazzi, perché la gioia che voi provate e che ci trasmettete ci fa capire la gioia stessa di Gesù e la sua amicizia, che ci accompagna per tutta la vita fino a quando saremo finalmente con Lui nella gloria del cielo.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Giugno 2019 18:23  

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