La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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XXVI Domenica del Tempo Ordinario

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XXVI Domenica del Tempo Ordinario

29 settembre 2019

Am 6,1a.4-7, dal Sal 145, 1 Tm 6,11-16, LC 16,19-31

Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

Questo pomeriggio ci sarà il pellegrinaggio diocesano a Monte Sole: oggi infatti è il settantacinquesimo anniversario dell'eccidio di Marzabotto. La strage di Marzabotto è la più grande strage di civili della seconda guerra mondiale nell'Europa occidentale, furono sterminate più di 800 persone, tra le quali anche 5 sacerdoti. Saliremo, guidati dal nostro Arcivescovo,per andare a celebrare l'Eucarestia fra le rovine della chiesa di San Martino di Caprara. (continua a leggere)

Il settantacinquesimo anniversario della strage di Marzabotto - Monte Sole si trova nel territorio del comune di Marzabotto - si intreccia con il ricordo di monsignor Luciano Gherardi, che è stato parroco qui per quasi 40 anni, prima di me, dal 1960 fino al 1999. Per questo abbiamo messo il suo ritratto, per questo abbiamo messo sull'altare una ciotola di ciclamini rossi che oggi pomeriggio porteremo sullatomba di monsignorGherardi, che riposa proprio a Monte Sole nel cimitero di Santa Maria di Casaglia, accanto a Don Giuseppe Dossetti.

È stato infatti monsignor Gherardi che ha fatto risalire tutta la nostra Chiesa a Monte Sole, perché sono state le sue ricerche storiche che hanno messo in luce in questa terribile tragedia dell'eccidio la testimonianza cristiana delle comunità parrocchiali di Monte Sole e dei loro parroci, quei sacerdoti che avrebbero potuto venire via, anzi il cardinale di allora aveva proprio detto loro di rifugiarsi a Bologna, perché quei posti sulla linea gotica erano pericolosi, e invece questi sacerdoti hanno voluto rimanere e furono uccisi insieme ai loro parrocchiani. Uno di loro, don Ubaldo Marchioni, era il compagno di banco di don Luciano.

Spinto da questa amicizia, don Luciano si è messo a cercare tutte le testimonianze che rimanevano e ci ha fatto scoprire come in mezzo alla tragedia c'è questa testimonianza luminosa dei parroci e dei parrocchiani, delle famiglie, dei vecchi e dei bambini.

Ieri sera, qui nella nostra chiesa, abbiamo voluto ricordare tutti con la Messa da requiem di Mozart. È stato davvero un bellissimo concerto, che abbiamo dedicato a tutti i morti di Monte Sole, non solo alle vittime di questa strage, ma anche ai soldati tedeschi.

Se vi guardate attorno, trovate che in questi giorni in chiesa c'è questa interessantissima mostra fotografica sul cimitero militare del Passo della Futa, dove sono sepolti 32000 soldati tedeschi, la maggior parte giovanissimi, morti durante la seconda guerra mondiale.

Per loro, le vittime delle stragi, ma anche per chi ha perpetrato queste stragi, abbiamo cantato il requiem, l'eterno riposo, non per pareggiare tutti, perché c'è differenza tra le vittime e i carnefici, ma per renderci conto della follia della guerra, che è il potere della morte che travolge tutti, e tutti abbiamo bisogno di chiedere perdono. Questi avvenimenti non sono soltanto memoria del passato, ma sono avvenimenti che ci riguardano, che ci coinvolgono, perché ci fanno capire che alla radice della guerra e della violenza c'è nel nostro cuore l'insensibilità.

Questo é il messaggio che ci viene oggi dal Vangelo. Abbiamo ascoltato la parabola del povero Lazzaro e del ricco epulone. Epulone significa mangione: questo ricco tutti i giorni mangiava lautamente e non si accorgeva neppure che alla porta della sua casa c'era un povero di nome Lazzaro, che avrebbe voluto nutrirsi anche solo delle briciole che cadevano dalla tavola del ricco, ma nessuno gli dava niente.

Il Vangelo continua dicendo che entrambi sono morti, ma il povero Lazzaro è stato portato dagli angeli nel seno di Abramo,in paradiso, il ricco invece è stato sepolto nell'inferno tra i tormenti.

Il Vangelo non dice che questo ero un ricco cattivo, non dice che il povero era buono, dice soltanto che questo ricco, di cui non conosciamo il nome, perché epulone non è un nome ma un aggettivo, un ricco mangione, non era peggiore degli altri, era insensibile, non si accorgeva che c'era un povero alla sua porta, che avrebbe potuto abbondantemente sfamare.

È questo che fa la differenza, è l'insensibilità, è il non accorgerci degli altri, il pensare solo a mangiare noi, a consumare, a vestirci bene.

È questo che fa la differenza non solo dopo la morte, ma anche qui sulla terra, è questa insensibilità che ci rende disumani. Il segno è proprio che del povero il Vangelo ricorda il nome Lazzaro, del ricco non si ricorda il nome, perché chi non ha sensibilità fa parte della massa: non c'è una scelta consapevole e libera che rende soggetto, che rende uomo.

La giornata che la Chiesa Italiana ci invita a vivere oggi, "La giornata dell'immigrato", ci fa capire quanto sia attuale il pericolo di non accorgerci che alla nostra porta ci sono tanti fratelli di cui non ci interessa neppure conoscere il nome, la storia, ma proprio in questo rischiamo di essere come il ricco epulone, senza nome, senza identità.

Come si fa a non cadere in questo pericolo? Venire a Messa, perché la Messa è esattamente la proposta contraria all'insensibilità, la Messa è comunione, è condivisione, è spezzare il pane con chi è accanto a noi, con il quale diciamo Padre Nostro, per ricordarci che se Dio è Padre di tutti noi, noi siamo suoi figli e fratelli.

È imparando il nome che abbiamo una relazione, una relazione umana, una relazione di fraternità ed è quello che facciamo nella preghiera.

Certo, quando preghiamo, preghiamo per tutti e bisogna proprio pregare per tutti, abbiamo pregato per tutti i defunti, ma è bello anche dire il nome Il nome del defunto, Antonio, perché ci fa capire la relazione che ci unisce, la fraternità, la paternità, la coniugalità: nel nome è chiuso tutto questo.

Domandiamo al Signore di imparare noi a vivere l'Eucaristia, a vivere come figli, fratelli, a chiamare per nome ogni uomo e ogni donna.

 

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Ottobre 2019 17:27  

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