La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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XXXI DOMENICA T.O.

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XXXI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

3 novembre 2019

Sap 11,22 - 12,2, dal Sal 144, 2 Ts 1,11 - 2,2, Lc 19,1-10

Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto.

Mi piace iniziare l’omelia facendo una domanda, come ero abituato fino a qualche tempo fa e mi piace rivolgerla a voi ragazzi, che vi state preparando alla Cresima e fra poco verrete presentati alla comunità.

La domanda è sempre quella: cosa vedete oggi sull'altare? I fiori e una candela. Di solito ce ne sono due, ma oggi ce n’è una. E poi i fiori, oltre al colore, quanti sono? Sette. Allora a qualcosa vi fa pensare… (continua a leggere)

 

Perché una candela e questi sette bellissimi fiori, che sembrano fiamme di fuoco? Perché parlano del Vangelo, ma anche parlano di voi, che vi preparate alla Cresima.

 

 

Aiutato da voi, cerchiamo di capire qualè l'insegnamento che il Vangelo oggi ci rivolge. Ricordate ancora di cosa parla il Vangelo oggi? Di Zaccheo, bravissimo!

Oggi il Vangelo ci parla dell'incontro tra Gesù e Zaccheo. Quest'uomo era bravo, una persona per bene? Cosa dice di lui il Vangelo? Dice: ‘Quand'ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco.

I pubblicanierano quelli che raccoglievano le tasse per i Romani e i Romani erano gli stranieri, gli oppressori. "Publicum"sono i soldi che lo Stato richiede: perché questi uomini raccoglievano le tasse a favore dei Romani? Sapete che non c'è cosa più disprezzata che dover pagare le tasse e i pubblicani lo facevano a favore degli stranieri con l'unico scopo di arricchire anche loro stessi. Erano considerati traditori del loro popolo, collaborazionisti degli stranieri, avidi, che opprimevano i loro compatrioti solo per approfittarne loro stessi.

Zaccheo, che era il capo, era anche ricco e questo voleva dire che se ne era approfittato anche molto, tanto che i farisei, che erano persone perbene, non andavano neppure in casa dei pubblicani per disprezzo, per non contaminarsi.

Eppure quest’uomo, che quel giorno voleva vedere Gesù, era solo spinto dalla curiosità, non è che avesse dei desideri profondi, eppure quando Gesù gli passa accanto quest'uomo ha una grande sorpresa. Che cosa gli succede? Si sente chiamato per nome: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua".

Pensate la sorpresa di quest'uomo: come fa Gesù a conoscermi, come fa Gesù a conoscere il mio nome? Non solo, ma perché Gesù vuole venire a casa mia, dove nessuno vuole venire?

Pensando a Zaccheo, io penso a voi ragazzi, a voi che vi state preparando alla Cresima. La Cresima è la confermazione del Battesimo.Come avverrà la Cresima? La Cresima avverrà sottolineando questa cosa soprattutto, anche voi sarete chiamati per nome, il nome del vostro Battesimo perché, come dice la Bibbia, Dio ci conosce tutti per nome. Fin dall’eternità, prima che noi nascessimo, ci ha chiamato ed ha detto "Vieni". E quel nome, il nome del Battesimo, sarà il nome con cui il vostro padrino, la vostra madrina, vi presenterà al Vescovo per ricevere la Cresima.

Per questo ho messo una candela, per sottolineare il rapporto personale, in qualche modo esclusivo, che Dio ha con ciascuno di noi, Lui che ci conosce per nome e chiama ciascuno singolarmente.

In fondo, in questo consiste la Cresima, rinnovare il nostro Battesimo in modo personale, perché tutti voi, anche noi, quando siamo stati battezzati non ci rendevamo conto della grazia che ricevevamo. Altri ci hanno presentato ed altri a nome nostro hanno fatto le promesse battesimali.

Durante la celebrazione della Cresima sarete voi ragazzi a rinnovare personalmente le promesse del vostro Battesimo. Per questo ho pensato di farlo anche oggi in modo da prepararvi bene a questo momento così importante.

Oggi, durante questa Messa, al posto della professione di fede - solitamente recitiamo insieme il Credo - chiederò a voi ragazzi di professare la vostra fede rinnovando le promesse battesimali, rinunciando al peccato: rinunciate a Satana e a tutte le sue opere e alle sue seduzioni? Ed ognuno risponderà al singolare: io rinuncio.

Vi chiederò ancora: credete in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra? E come risponderete? Al singolare: io credo. Anzi dirò a tutta la gente di starein silenzio, perchè vogliamo sentire solo i ragazzi che si preparano alla Cresima, perché questo è il segno che siete cresciuti e che sapete scegliere. Non sono gli altri, certo vi hanno accompagnato, vi hanno dato l’esempio, ma siete voi che nel giorno della Cresima personalmente rinnovate le promesse del Battesimo e fate la vostra professione di fede.

Ed è questa la sorpresa che ha avuto Zaccheo.Ci dice il Vangelo: "Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia", quella gioia che riempie anche il nostro cuore, quando scopriamo di essere conosciuti ed amati personalmente dal Signore, quando scopriamo che Gesù è venuto per incontrare personalmente ciascuno di noi.

Nell'Eucarestia avviene questo, nell'Eucarestia incontriamo personalmente Gesù. Facendo la comunione con Lui lo accogliamo veramente nella nostra casa, nel più intimo di noi stessi, nella nostra vita.

Questo non solo ci riempie di gioia, ma riempie di gioia il Signore perché, come conclude oggi il Vangelo, per questo è venuto il Figlio di Dio, per questo Gesù si è fatto uomo e si è messo in cammino sulle strade della Palestina, perché è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto. Anche se non siamo stati bravi, anche se tutti noi dobbiamo riconoscere le nostre mancanze, abbiamo questa sorpresa: Gesù è venuto per noi.

È questo il desiderio che muove la storia del mondo, il Signore che vuole incontrarci personalmente per rinnovare la nostra vita, per mettere tutte le nostre risorse, come ha detto Zaccheo, al servizio del bene.

E sia questo davvero il grande dono che ricevete e che diffondete nel mondo.

(Dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Martedì 12 Novembre 2019 11:53  

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