La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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I DOMENICA DI AVVENTO

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I DOMENICA DI AVVENTO

1 dicembre 2019

Is 2,1-5, dal Sal 121 (122), Rm 13,11-14°,Mt 24,37-44

Presero il figlio amato, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.

Mercoledì scorso i bambini di prima elementare hanno iniziato gli incontri di catechismo. Io purtroppo non c’ero, ma prima di sera mercoledì mi è arrivato più di un messaggio dalla catechista, da qualche genitore per dirmi: “Come è stato bello questo incontro, che bel gruppo di bambini si è riunito”. Questo mi ha fatto davvero tanto, tanto contento, perché sono loro che in qualche modo ci aprono la strada per ripartire.

I bambini di prima elementare cominciano adesso catechismo, perché adesso comincia il nuovo Anno Liturgico. Oggi infatti è la prima domenica di Avvento e sono proprio i bambini di prima, il numero uno, che ci fanno capire il significato di questo tempo di Avvento, ci aiutano a capire l'insegnamento che la Parola del Signore ci offre oggi nelle letture che abbiamo appena ascoltato.(continua a leggere)

 

Mi piace chiedere ai bambini di prima elementare che cosa c'è oggi sull'altare di un po' diverso dal solito. Sempre sull'altare ci sono le candele, perché la luce è simbolo di Gesù, Lui è la luce del mondo, ma oggi non tutte le candele sono accese, ce n’è accesa solo una.

 

Perché? Sono le candele dell'Avvento, quattro candele come sono quattro le domeniche di Avvento: ogni domenica ne accenderemo una. Domenica prossima accenderemo la seconda, domenica poi è anche l'8 dicembre, la solennità dell'Immacolata, poi la terza e la quarta. Quando tutte saranno accese, sapremo che Gesù è vicino, perché è Lui la pienezza della luce.

Oggi, come prima domenica di Avvento, ai bambini di prima elementare e anche a tutti i bambini, i ragazzi e le ragazze del catechismo, consegnerò le quattro candele di Avvento. Sono già pronte sull'altare e alla fine della Messa le consegnerò classe per classe a cominciare dai bambini di prima elementare, poi la seconda, la terza, la quarta e la quinta e se ce ne sarà anche qualcuno in più, ce n’è anche in aggiunta. Abbiamo pensato ad un pacchetto speciale per i ragazzi del catechismo, ma poi ci saranno quattro candele anche per gli altri bambini presenti, perché vogliamo iniziare tutti insieme questo tempo di Avvento.

Le candele dell'Avvento che porterete a casa si accendonodurante la preghiera della sera. E' quando ci si riunisce insieme in famiglia a pregare che Gesù si rende presente, perché Lui ha detto che ‘dove sono due o tre riuniti nel mio nome Io sono in mezzo a loro’. Queste candele dell'Avvento ci riuniscono nella preghiera nel nome del Signore e sperimenteremo davvero la grazia del Signore, la gioia del Signore con noi.

Questo certo non è solo un bel modo adatto ai bambini, è l'annuncio centrale che la liturgia, la Chiesa ci rivolge oggi e vorrei dirvelo con le parole dell'apostolo Paolo nella sua lettera scritta ai Romani, che abbiamo ascoltato come seconda lettura: ‘Fratelli, questo voi farete consapevoli del momento. È ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti’. Come sono belle queste parole, come ci riempie di speranza e di gioia sapere che adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.

Questa è la fede dei cristiani, questa è la nostra speranza. Il tempo che passa non ci avvicina alla morte, il tempo che passa ci avvicina alla salvezza, meglio: il tempo non passa, il tempo che avanza va verso la salvezza, perché è il Signore che ci viene incontro, il Signore che viene a salvarci.

Allora è un segno per tutti noi, non solo per i bambini: radunarsi insieme a pregare e accendere 1, 2, 3, 4 candele, perché più il tempo passa più la luce cresce, più la salvezza si avvicina.

Questo è il Vangelo, il lieto messaggio che noi cristiani possiamo e dobbiamo dire al mondo, a un mondo pieno di paure, a un mondo che vive il futuro come una minaccia. Noi diciamo che la salvezza è più vicina, la luce cresce.

Questo non significa che tutto va bene, no, non tutto va bene, ma più forte del male del mondo è la volontà di salvezza di Dio e il Signore chiede a noi di accogliere la sua salvezza.

Ed è quello che ci ha detto Gesù nel Vangelo. Dobbiamo scuoterci, dobbiamo renderci conto di che cosa sta per venire, non fare come gli uomini al tempo di Noè quando venne il diluvio, "mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito e non pensavano a niente e venne il diluvio e li travolse tutti".

Davvero dobbiamo renderci conto che sta per venire qualcosa di grande, dobbiamo essere pronti, non per paura, pronti perché vogliamo accogliere il Signore che viene.

Dico ancora a voi bambini di vivere questo tempo di Avvento lasciandovi guidare dalle candele di Avvento. Ogni sera, una preghiera insieme alle vostre famiglie, lo dico anche a voi genitori, anche a voi adulti, viviamo questo tempo di Avvento rinnovando il nostro impegno di andare incontro con le buone opere al Signore che viene a salvarci. E dico a voi bambini: ogni giorno una buona azione, dico a voi grandi ogni giorno il compimento diligente, onesto del nostro lavoro.

Ci rendiamo conto - e quello che succede attorno a noi ce lo ripete - che non possiamo far finta di niente, dobbiamo ogni giorno compiere fino in fondo il nostro dovere per essere trovati pronti, pronti ad accogliere il Signore che riempie di luce, di speranza il mondo intero.

 

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Dicembre 2019 17:41  

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