La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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IV DOMENICA DI AVVENTO

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IV DOMENICA DI AVVENTO

22 Dicembre 2019

Is7,10-14, dal Sal 23 (24),Rm 1,1-7,Mt 1,18-24

Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide

 

Potremmo chiamare questa quarta e ultima domenica di Avvento la domenica del presepio, perché alla fine della Messa inaugureremo il nostro presepio, il presepio della parrocchia e davanti al presepio benediremo i bambinelli, che avete preso con voi per metterli nella culla la notte di Natale nel presepio di ogni famiglia.

Anche papa Francesco in questi giorni ci ha scritto una lettera per ricordarci l'importanza e il valore del presepio.

Ma è anche il Vangelo di queste quattro domeniche di Avvento che ci propone un presepio fatto di quattro personaggi, che ci insegnano ad andare incontro al Signore che viene a salvarci. Sono i protagonisti dei Vangeli ascoltati nelle quattro domeniche di Avvento.

La prima domenica era il profeta Isaia, che annunciava la grande promessa di Dio che avrebbe mandato un Salvatore. (continua a leggere)

La seconda domenica quest'anno era l'8 dicembre, la festa dell'Immacolata, Maria, la madre del Signore.

Domenica scorsa era Giovanni Battista, colui che era stato mandato da Dio a preparare il suo popolo per riconoscere e accogliere Gesù come Cristo, l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.

E oggi chi è il quarto personaggio? Di chi ci parla oggi il Vangelo? È un personaggio che non può mancare nel presepio: San Giuseppe. Il protagonista del Vangelo di questa quarta domenica è San Giuseppe. E come nel presepio, ogni personaggio, ogni statuina ha un suo significato.

Mi piacerebbe venire a casa vostra per vedere quali statuine avete messo nel presepio, perché si mettono certo le statuine di cui ci parla il Vangelo, ma se ne possono aggiungere anche altre, perché tutti siamo coinvolti: il Signore viene per noi per salvarci.

Allora vorrei passare in rassegna questi quattro personaggi per imparare da loro a vivere il Natale ormai vicino.

Il profeta Isaia ci invita ad avere speranza, a guardare alla storia, al futuro con speranza, perché Dio è fedele alle sue promesse. Ed è bello che una settimana dopo il Natale inizi l'anno nuovo. Il cristiano lo inizia pieno di speranza.

La seconda domenica il secondo personaggio, certo il più importante, è la Madre del Signore. Che cosa ci insegna? Ci insegna a dire come lei “eccomi, sono la serva del Signore". Noi vivremo il Natale, se diremo anche noi “eccomi, sono il servo del Signore", mi metto a servizio, a disposizione, sapendo che ciascuno di noi è chiamato a dare il proprio contributo alla vita della Chiesa e al bene del mondo.

Domenica scorsa era San Giovanni Battista che ci invitava a preparare la strada per accogliere il Signore che viene a salvarci.

Come facciamo a prepararci al Natale secondo l'insegnamento di Giovanni Battista? Io invito tutti a prepararvi come Giovanni ci insegna, chiedendo perdono dei nostri peccati. Invitoi ragazzi, ma soprattutto gli adulti, a fare una bella confessione domani o martedì, vigilia di Natale: cercherò di essere presente in chiesa tutto il giorno a disposizione di chi desidera confessarsi, perché questa è la preparazione più vera che personalizza il Natale.

Noi abbiamo bisogno di essere salvati, perdonati, riconciliati per poter essere davvero nuovi, per realizzare il progetto di bene che Dio ha sull'umanità.

E infine Giuseppe, che cosa ci insegna oggi Giuseppe? Giuseppe in tutto il Vangelo non dice neanche una parola, ascolta, obbedisce e fa.

Ecco: vorrei invitare tutti al silenzio, all’obbedienza, a stare zitti e a fare, a non lamentarsi. Ci sono tanti motivi per lamentarsi, ma non migliora nulla se solo ci lamentiamo. Impariamo da Giuseppe ad ascoltare, a meditare nel nostro cuore, a prendere decisioni sagge, a stare zitti e a fare.

Penso che davvero sarà un bel Natale se non ci lamenteremo, ma ognuno ascoltando il Signore farà un piccolo servizio, un gesto di generosità, rinnoverà il proprio impegno nel lavoro, nella società.

È il grande esempio che Giuseppe ci dà e in questo modo non solo faremo un bel presepe in casa, ma daremo alla nostra parrocchia, alla nostra città, al mondo intero la gioia e la grazia di vivere il Natale del Signore.

 

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Martedì 24 Dicembre 2019 11:15  

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