La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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II Domenica dopo Natale

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II DOMENICA DOPO NATALE

5 gennaio 2019

Sir 24,1-4.12-16, NV 24,1-4.12-16, Sal 147, Ef 1,3-6.15-18, Gv 1,1-18

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

Siamo rimasti davvero sorpresi e rattristati per la notizia dell'improvvisa morte di Gloria, giovane donna di origine filippina la cui presenza era diventata familiare per noi, perché era una delle responsabili della comunità filippina, responsabile del gruppo dei giovani, e anche tanto inserita nella nostra parrocchia: tra l'altro partecipava al gruppo di cucito insieme alle donne magrebine, che si tiene qui in parrocchia, ed io la incontravo anche spesso quando andavo a trovare i sacerdoti ammalati, perché Gloria lavorava alla clinica Toniolo.

La sua morte ci lascia una sensazione di grande vuoto, che però si trasforma proprio partecipando alla Messa, ascoltando la Parola del Signore che la liturgia di questa seconda domenica di Natale ci ha proposto. (Continua a leggere)

 


 

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Rimaniamo ancora più sorpresi di scoprire la presenza di Gloria. Non so se ci avete fatto caso, ma io sono rimasto colpito per come la parola Gloria ritorna in tutte le letture, anzi nell'orazione iniziale della Messa e anche nel versetto dell'Alleluja: "Gloria a te, o Cristo, annunciato alle genti, gloria a te, o Cristo, venuto nel mondo", è dappertutto. In realtà manca solo nel salmo e ho pensato che è logico che sia così, perché Gloria cantava, suonava la chitarra e il salmo dovrebbe andare sempre cantato, ma se non c'è Gloria non si riesce a cantare il salmo.

È certo una coincidenza, che però ci invita a riflettere sul dono che è Gloria, che è la gloria di Dio.

Certo non è un elemento marginale, ma possiamo cogliere qui il messaggio centrale di tutte le letture.

Vorrei fermarmi solo su un versetto preso dal Vangelo, il versetto centrale di questa pagina del Vangelo secondo Giovanni, che è la sintesi di tutta l'opera di Dio: "E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi e noi abbiamo contemplato la sua gloria." Ecco, noi abbiamo potuto contemplare la gloria, la gloria di Dio, perché il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi.

È questo che ci permette principalmente di contemplare la gloria.

Che cosa significano queste parole? Il Verbo di Dio è la Parola di Dio, quella Parola con cui Dio ha creato il mondo, l'universo.

Ce lo dice questa stessa pagina del Vangelo:"Il Verbo in principio era presso Dio e tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di Lui nulla è stato fatto di tutto ciò che esiste."

Il Verbo è la potenza di Dio, che crea l'universo, è il segno della potenza, meglio, della onnipotenza di Dio.

Ma il Verbo si fece carne. Carne è esattamente l'opposto, è il segno della debolezza, della fragilità, perché diventando carne il Verbo, il figlio di Dio, si è fatto uomo come noi e ha sofferto ed è morto per noi, proprio perché Lui, che era Dio, si è fatto carne. La carne è il segno della mortalità, della debolezza, della fragilità.

Allora è davvero sorprendente che il Verbo, l’onnipotenza, si è fatto debole, fragile, ma è proprio così che noi possiamo contemplare la gloria, perché questo ci fa capire che cos'è realmente l'onnipotenza di Dio: è la capacità di svuotarsi, di diventare debole, di dar via la sua ricchezza.

Se ci pensiamo, questa è la potenza: essere tanto potente, tanto ricco da dare via, perché se uno non dona niente è egoista e infondo ha paura, ritiene di non aver mai a sufficienza, non dona niente, perché ha paura di perdere, di rimanere senza niente.

Chi dona tutto manifesta la sua potenza e questo è Dio.

Dio si è manifestato onnipotente, perché in Gesù ha donato se stesso fino a donare la sua vita per noi sulla croce. Questa è la gloria di Dio, la sua sorprendente potenza. Lui è il più grande, il più ricco, il più potente, perché è l'unico capace di donare tutto, donare se stesso, la sua vita per noi.

La gloria di Dio si rivela nel dono che Dio fa di sé sulla croce e la croce diventa la rivelazione della gloria, cioè della potenza di Dio, che non ha paura di donare se stesso per noi.

È questo il segno che abbiamo voluto fare anche per ricordare Gloria. Vedete al centro della chiesa cinque candele a forma di croce, ma una croce è luminosa, perché è la croce, cioè il dono che Dio ha fatto di sé, che rivela la sua gloria.

E abbiamo messo la foto di Gloria. Davvero era sempre così sorridente, come la vedete in quella foto, e capiamo che era sorridente perché era capace di donare, di donarsi qui in parrocchia, sul lavoro, nella famiglia.

Anche noi diventiamo potenti e grandi quando diventiamo capaci di donare fino a donare la nostra vita, come ha fatto il Signore Gesù per rivelare la gloria di Dio.

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Gennaio 2020 18:55  

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