La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Epifania del Signore

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EPIFANIA DEL SIGNORE

6 gennaio 2020

Is 60,1-6, dal Sal 71, Ef 3,2-5.5-6, Mt 2,1-12

Siamo venuti dall'oriente per adorare il re.


L'annuncio del giorno di Pasqua, che abbiamo appena ascoltato dal diacono, e di tutte le feste ad essa collegate in questo anno 2020, ci dà la chiave per capire l'attualità della solennità dell'Epifania del Signore, perché ci parla del tempo e ci insegna a viverlo: ci fa capire che il viaggio che i Magi hanno fatto da Oriente fino a Gerusalemme lo hanno fatto nello spazio, noi siamo invitati a farlo nel tempo, perché per andare verso il Signore, i passi che dobbiamo fare sono i giorni che il Signore ci dà. Ogni giorno sia un passo in avanti verso quella grande meta che è il Signore, la salvezza, la piena rivelazione del Suo regno glorioso.

Dunque, anche noi oggi siamo invitati a metterci in cammino. I Magi hanno fatto un cammino in senso geografico, noi lo facciamo in senso cronologico, nel tempo. (continua a leggere)

I Magi in questo cammino sono stati guidati da una stella. Quale è per noi la stella che ci guida? Qualcuno fa notare che in latino stelle si dice sidera, "de sidera"è la radice dei desideri.

Ecco, noi ci mettiamo in cammino se abbiamo un desiderio, dovremmo dire meglio, se abbiamo una speranza. Chi ha una grande speranza si mette in cammino pieno di entusiasmo, di forza, è capace di superare tanti ostacoli. Chi non ha speranza si ferma, gli cadono le braccia, si siede.

Il nostro cammino, il cammino dell'umanità potrà andare in avanti, ci potrà essere un vero progresso se avremo una grande speranza. Sono davvero convinto che il futuro, il futuro del mondo sarà di chi è capace di dare speranza ad ogni uomo, all'umanità intera.

Certo siamo convinti che occorra una speranza, ma da dove viene, come possiamo avere speranza? La speranza nasce da una promessa: se uno mi fa una promessa allora sorge in me la speranza che si realizzi.

Qual è la promessa che ha suscitato questa stella? Lo dicono i Magi stessi: "Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo." La stella è l'annuncio che è nato il re dei Giudei. È nato il re.

Penso che questo sia il più grande desiderio dell'umanità di oggi. Per noi è una speranza vera, che non delude, è nato il re e Il re è colui che regna, che comanda, che governa, un re giusto, saggio, forte. Sappiamo quanto bisogno ha oggi l'umanità di un re, di governanti saggi, giusti, che cerchino il bene comune, la giustizia, la pace.

Quando sappiamo che è nato un re di questo tipo ci riempiamo di gioia e di speranza.

Un re dei Giudei, perché così avevano annunciato le profezie antiche, ma i Magi ci fanno capire che il re non si limita ai Giudei, anche loro si sentono pienamente coinvolti, perché questo re è re di tutti i popoli della terra. Tutti hanno in lui la sorgente di luce e di speranza.

Chi è questo re? Noi sappiamo che è Gesù, il figlio di Dio. I Magi non lo sapevano, qualcosa intuivano, ma quello che hanno visto è stato semplicemente un bambino e vedendolo si prostrano per adorarlo."Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono”.

Un bambino, penso che questa sia la sintesi, è la sorgente della nostra speranza, un re che regna diventando grande, un governo che si prende cura delle generazioni future, un potere che più che pensare al presente pensa al futuro.

Gesù è questo, è questo che ci viene indicato come meta per il nostro cammino di quest'anno. Non possiamo perdere neppure un giorno, ogni giorno dobbiamo fare un passo in avanti in questa direzione per costruire un futuro pensando ai bambini.

Se uno pensa ai bambini è facile fare le scelte giuste nel rispetto anche della loro debolezza, della loro incapacità di parlare: i bisogni di un bambino, che sono esattamente i bisogni dell'umanità, sono quelli di una famiglia, della possibilità di crescere, di essere curato, nutrito, istruito, di vivere in una società in pace.

Non è un'illusione, non è un pio desiderio, ma è una speranza legata alla fedeltà di Dio.

Nonostante tutto quello che succede nel mondo, e anche oggi sappiamo quanti disastri, la festa dell'Epifania ci dice che è già nato questo re e se ci prostriamo davanti a Lui, Lo adoriamo, impariamo a camminare verso un futuro pieno di pace e di salvezza.

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Gennaio 2020 16:01  

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