La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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III Domenica T.O.

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III Domenica T.O.-

26 gennaio 2020

Is 8,23b - 9,3, dal Sal 27, 1 Cor 1,10-13.17, Mt 4,12-23

Venne a Cafarnao perchè si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia

Sono sempre molto contento quando c'è un battesimo, perché il battesimo è un grande momento di gioia e di festa non solo per i genitori, per i familiari, gli amici, ma per tutta la comunità cristiana.

E sono contento, perché il battesimo aiuta tutti noi a capire quello che il Signore vuole dirci e, viceversa, quello che il Signore ci dice nel Vangelo oggi aiuta a capire il significato e la grazia del battesimo.

Oggi è facile fare l'omelia, perché basta guardare a Leone e al battesimo per capire anche il Vangelo.

Il Vangelo oggi ci parla dell'inizio della vita pubblica di Gesù, quando ormai è diventato adulto. Gesù comincia a camminare lungo le strade della Palestina per annunciare il Vangelo e questo momento è descritto come una grande luce: "Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano nelle tenebre e in regione di morte una luce è sorta." (continua a leggere)

È quello che succederà durante il battesimo di Leone, perché il battesimo è il sacramento della luce. Vedete, al centro c'è il cero pasquale, è il simbolo di Gesù risorto. È Lui la luce che ha sconfitto le tenebre della morte, del peccato. Il primo nome del battesimo addirittura è illuminazione e il papà, la mamma, i padrini di Leone come segno del battesimo riceveranno una luce accesa.

Mi ha veramente commosso ieri la mamma di Leone quando mi ha detto: “Oggi Leone venendo in chiesa ha acceso la sua prima candela”.

È così: il battesimo è questa luce che si accende, è il Vangelo che illumina la nostra vita, la fede.

Allora mi verrebbe da chiedere a che cosa serve la luce. Ho qui dei bravissimi ragazzi del catechismo: a cosa serve la luce? La luce serve per vedere e mi sembra bello riflettere: la luce non cambia la realtà, la realtà rimane quella per il cristiano, per tutti gli uomini, ma è molto diverso avere la luce, perché si vede e si contempla come è bello il mondo in cui siamo chiamati a vivere, per lodare il Signore di tutta la bellezza.

Ma soprattutto la luce ci dà la possibilità di trovare la strada senza andare a inzuccarci: questa è la fede, che ci fa vedere la realtà.

Certo la realtà è la stessa per tutti gli uomini, ma la fede ci fa conoscere Dio come padre, ci fa scoprire come è buono e grande e la fede ci permette di trovare la via, la via del bene, la via della pace, la via della giustizia.

È questa la grande luce che oggi Leone riceve e che vogliamo ravvivare tutti noi, rinnovando la promessa del nostro battesimo.

Oggi inoltre il Vangelo ci parla della chiamata dei discepoli, anzi il Vangelo ricorda il nome dei primi discepoli, perché Dio conosce ciascuno per nome. Prima ancora che noi nascessimo, Dio ci conosceva e ci ha chiamato dal nulla all'esistenza.

Questo bambino ha un nome bellissimo. Si chiama Leone e non c'è bisogno di spiegare il significato di questo nome, però il battesimo ce ne fa capire il significato profondo.

Che cosa significa questo nome? Sapete che è un altro nome di Gesù. Forse qualcuno si ricorda ancora come era chiamato Gesù domenica scorsa nel Vangelo, era chiamato agnello, perché domenica scorsa il Vangelo ci presentava Giovanni Battista, che vedendo Gesù venire, disse: "Ecco l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo".

Oggi potremmo dire la stessa cosa guardando Gesù: "Ecco il leone", perché è proprio questo il modo con cui gli antichi profeti annunciavano il Messia: il leone di Giuda. È il nome che annuncia Davide come re d'Israele, come re vittorioso, con quella vittoria che non è la distruzione dei nemici ma è la vittoria del bene, della giustizia. Questo oggi diventa il nome di battesimo, il nome che lo fa assomigliare a Gesù, perché davvero lo rende re e vittorioso. Durante il battesimo fra poco Leone verrà unto con il crisma sulla fronte, perché la sua fronte diventi raggiante: era il modo con cui gli Ebrei indicavano che uno era diventato re versando dell'olio sulla sua testa, perché il suo capo diventasse raggiante come una corona d'oro che risplende. Il battesimo rende questo bambino e tutti noi vittoriosi su ogni assalto del male, addirittura vittoriosi sul potere della morte.

Veramente è un leone, un re vittorioso, e questo bambino ci ricorda che tutti noi nel battesimo abbiamo ricevuto questo dono grande.

Allora io ringrazio molto il papà e la mamma di Leone, che oggi ci danno la grande gioia di accogliere nella nostra comunità cristiana questo bambino e insieme con loro facciamo festa.

La festa più grande è rinnovare tutti le promesse e l'impegno del battesimo, perché nel mondo si accenda la luce, la luce della fede, della speranza e ogni uomo possa riconoscere e rispondere alla propria chiamata, che è chiamata alla salvezza e alla gioia.

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Gennaio 2020 17:10  

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