La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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I Domenica di Quaresima

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I Domenica di Quaresima

1 marzo 2020

Gen 2,7-9; 3,1-7, dal Sal 50, Rm 5,12-19, Mt 4,1-11

Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato.

In questi giorni stiamo vivendo la situazione strana e del tutto inaspettata dell’emergenza virus, ma è una situazione che anche ci aiuta anzitutto a riscoprire che le cose ordinarie sono le più importanti di tutte: andare a scuola, poter andare a lavorare, come è importante la scuola più che le vacanze, il lavoro più che la festa.

Ci aiuta anche a scoprire l'importanza della Messa la domenica. È un dono che ci è fatto ed è proprio in questa situazione che ne capiamo ancora di più la grazia e l'importanza. (continua a leggere)

 

Vorrei proprio partire da qui per essere aiutato a capire come certo nel misterioso progetto di Dio anche questa situazione ci può aiutare per migliorare, per rinnovarci, per fare un passo in avanti a livello personale, ma anche comunitario fino ad essere mondiale.

 

Vorrei anzitutto sottolineare un elemento molto semplice che questa emergenza ci fa toccare con mano: la nostra fragilità. Anche grandi potenze, pensiamo alla Cina, che sono ormai padrone del mondo constatano la propria fragilità.

Certo non è, non deve essere una novità, lo sappiamo da sempre, ma spesso ci illudiamo. Noi, società del benessere, penseremmo che tutto ci è dovuto, che possiamo portare avanti i nostri progetti, basandoci sulla nostra intelligenza e sulle nostre risorse. Non è così e questo ci fa capire la Quaresima.

Ogni anno la Chiesa ce lo ricorda con un gesto che abbiamo fatto pochi giorni fa: il rito delle ceneri. Allora ho pensato che chi non ha avuto mercoledì scorso la possibilità di partecipare alla Messa, di ricevere la cenere sul capo, di ripetere questo gesto adesso, durante la Messa di questa prima domenica di Quaresima. Dopo l'omelia, dopo un momento di silenzio, chi non l'ha fatto mercoledì scorso, chi lo desidera fare potrà avvicinarsi all'altare e ricevere sul capo questo simbolo austero della cenere.

Come già mercoledì scorso, ho pensato di usare anche oggi la formula tradizionale, da qualcuno considerata ormai superata: "ricordati uomo che sei polvere e in polvere ritornerai."È una verità grande che ci aiuta a vivere, a vivere oggi, a vivere anche questa emergenza non come qualcosa di straordinario, ma qualcosa che appartiene alla condizione dell'uomo.

Per questo ci è utile ricordarcelo in modo da non presumere, in modo che chi è grande e potente non pensi di usare della sua forza per dominare, riscopra la necessità di un uso vorrei dire umile della forza, che sia a servizio della giustizia, della dignità di ogni persona.

Com'è possibile questo? È il secondo elemento che la Quaresima ogni anno ci propone, facendo come ha fatto Gesù.

Oggi il Vangelo ci presenta la Quaresima di Gesù. È lui che per 40 giorni è andato nel deserto a pregare e digiunare e alla fine di questa Quaresima è stato assalito dal tentatore, ma ha sconfitto ogni assalto della tentazione.

Gesù ci insegna a essere forti contro gli assalti del male. Come si diventa forti? Facendo come lui, digiunando.

Può sembrare paradossale, ma è questo il grande messaggio della Quaresima, del Vangelo, è un messaggio che vale per tutta l'umanità. È digiunando che si diventa forti per sconfiggere il male, perché la forza non è quella dei muscoli. Tanto spesso la forza dei muscoli è piuttosto violenza, è piuttosto imposizione. La vera forza è quella di chi è capace di sconfiggere le tentazioni e digiunando diventiamo forti nella volontà, nella capacità anche di gestire gli istinti naturali, facendo prevalere la forza dello spirito.

Abbiamo bisogno di questa forza, la forza che non distrugge, ma che è capace di gestire le risorse per costruire il bene e per combattere il male.

Il digiuno inoltre ci rende più sensibili anche rispetto al problema della fame. Noi che viviamo in una società del benessere non sentiamo mai la fame, quella fame di cui purtroppo soffre tanta parte dell'umanità. Non ci rendiamo conto, ossessionati come siamo dai nostri piccoli problemi, dei grandi problemi del mondo.

Lasciatemi dire che l'emergenza virus è un'emergenza seria a cui dobbiamo reagire con molta determinazione, con molta prudenza, ma non è l'unico problema del mondo.

Sapete che proprio in questi giorni c'è il rischio di una nuova guerra tra la Turchia e la Siria con migliaia e migliaia di sfollati che vengono respinti alla frontiera d'Europa ed è un problema ben più grave, ci sono molte più persone che rischiano di quanti non siano i malati, i contagiati dal coronavirus.

C’é nello Yemen e in tutto l'Oriente il pericolo dell’invasione delle cavallette e forse proprio a motivo di questa concentrazione sui nostri problemi non vengono dati gli aiuti internazionali per contrastare queste vere grandi emergenze.

Allora lasciatemi dire che ci fa bene digiunare, ci fa bene percepire la fame per diventare sensibili nei confronti di tanti, molti più di noi, che hanno bisogno di aiuto ed è aiutando, cioè riscoprendo la solidarietà, la solidarietà nel bene che si può dare un futuro di speranza alla nostra società e al mondo intero.

È dunque un invito a prendere sul serio la Quaresima, questa proposta non eccezionale, non emergenziale, ma è la proposta che sempre la Chiesa ci rivolge e scopriamo quanto sia utile per la nostra vita, per la nostra società, quanto ci doni in Gesù la certezza della vittoria del bene che è vita e salvezza per tutti.

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Marzo 2020 11:35  

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