La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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XIII Domenica TO

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XIII DOMENICA T.O.

26 giugno 2020

2Re 4,8-11.14-16, dal Sal 88, Rm 6,3-4.8-11, Mt 10,37-42

Chi non prende la croce non è degno di me.

Per fortuna c'è Giacomo, Giacomo Neri, che è uno dei ragazzi del catechismo più fedeli e che mi permette anche oggi di iniziare l’omelia, chiedendo: che cosa c'è di strano oggi in chiesa?

Vedete che al centro c'è il fonte battesimale, ma non ci sono battesimi.

Come mai? Questi segni vogliono aiutarci a capire la Parola del Signore, a capire l'insegnamento che il Signore attraverso il Vangelo, attraverso le pagine della Scrittura ci rivolge.

Ho chiesto di lasciare il fonte battesimale, il cero pasquale acceso, perché oggi tutte le letture che abbiamo ascoltato sono battesimali, ci parlano del battesimo in modo esplicito. (continua a leggere)

Nella seconda lettura San Paolo, scrivendo ai Romani, dice: “Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù siamo stati battezzati nella sua morteper mezzo del battesimo, dunque siamo stati sepolti insieme con lui nella morte, affinché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre così anche noi possiamo camminare in una vita nuova?”

Questo è il significato del battesimo: partecipare alla morte e alla risurrezione di Gesù. Siamo stati sepolti con Lui per risorgere a vita nuova.

Per questo siamo a Messa, perché ogni domenica è giorno di resurrezione, per questo facciamo festa: venire a Messa vuol dire fare memoria della risurrezione di Gesù, annunciare al mondo la sua risurrezione, non solo con le parole ma con la vita nuova.

È vero anche che ho lasciato lì il fonte battesimale, perché ieri sera c'è stato proprio il battesimo di una piccola parrocchiana, Ginevra, ed è stato molto bello poter ascoltare queste parole durante la celebrazione del battesimo.

Devo dire che mi hanno aiutato molto a capire cosa ci insegna Gesù.

Per questo riprendo l'ultima frase del Vangelo:" Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli, perché mio discepolo, in verità io vi dico non perderà la sua ricompensa."

Di chi sta parlando Gesù, chi sono questi piccoli che qui vengono menzionati?

"Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli". Di solito noi diciamo che i piccoli sono i bambini, in realtà, come espressamente dice il Vangelo, Gesù sta parlando agli apostoli, "in quel tempo Gesù disse agli apostoli" e sta riferendosi a loro quando dice: chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché mio discepolo.

Davvero è molto bella questa coincidenza che il Vangelo pone fra i piccoli e gli apostoli.

Apostoli sappiamo che significa mandati e Gesù sta parlando agli apostoli nel momento in cui li manda in missione e parla di loro come se fossero piccoli.

Perché? Perché Dio ha fatto così con suo figlio. Quando Dio ha mandato il suo figlio Gesù nel mondo, lo ha mandato piccolo, il figlio di Dio si è incarnato, si è fatto uomo, si è fatto bambino e Gesù ha detto ai suoi discepoli: "Se non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli."

Allora capiamo cosa significa essere apostoli, essere mandati. Siamo mandati bambini, la missione della Chiesa non è una missione di conquista, non andiamo a conquistare il mondo, perché noi siamo forti, siamo intelligenti, siamo migliori degli altri. No, la missione è andare nel mondo sapendoci piccoli, ma proprio per questo sapendoci figli, figli di Dio.

Ed era molto bello ieri aver davanti agli occhi questa piccola bambina in braccio al suo papà, perché questa è la condizione di chi è mandato da Dio non per una missione di conquista, ma per una missione di testimonianza. Siamo piccoli, siamo figli, per questo non abbiamo paura di niente, perché siamo fra le braccia del Padre, è Lui che si prende cura di noi, è Lui che ci dà ogni giorno il nostro pane quotidiano, è Lui che ci libera dal male.

Questa è la grande missione della Chiesa, non tanto dirlo a parole ma andare in mezzo a tutti per testimoniare il nostro essere figli amati. Per questo davvero occorre essere piccoli, occorre non fare riferimento alle nostre capacità, al nostro potere, alla nostra intelligenza, ma testimoniare con la nostra vita,in qualche modo addirittura con la nostra piccolezza che Dio è grande e buono, Lui è onnipotente e questo è il grande annuncio che Gesù affida ai suoi apostoli, affida a ciascuno di noi.

La forza degli apostoli è la loro condizione di figli.

Gesù dice: "Chi avrà dato anche un solo bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico non perderà la sua ricompensa.

E vi invito davvero a dare anche solo un bicchiere d'acqua fresca, a dare anche una piccola cosa, un piccolo aiuto, ma se dato al piccoli questo ci assicura una grande ricompensa nel cielo e anche qui sulla terra, la grande ricompensa che sono la fraternità e la pace.

Ed è bello poter dire queste cose oggi che è la giornata in cui si chiede la solidarietà per la carità del Papa. Anche le offerte raccolte durante la Messa saranno mandate proprio a Papa Francesco.

E sono convinto che sia bello poter dire che il papa fa affidamento su di noi, sul nostro piccolo aiuto, anche solo la possibilità di dare un bicchiere d'acqua fresca, ma è questo che ci rende capaci di annunciare il Vangelo, non perché siamo ricchi e potenti, ma perché siamo figli amati.

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Giugno 2020 10:33  

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