La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Festa S.Petronio

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Festa di S.Petronio

4 ottobre 2020

Is 61,1-3, dal Salmo 15, Rm 12,3-13,, Mt 23,8-12

 

Oggi è un grande giorno di festa. È domenica, la festa primordiale.

È il 4 ottobre: per tutta Italia oggi è la festa di San Francesco dAssisi, patrono d'Italia. Ce lo ha ricordato ieri Papa Francesco andando ad Assisi e firmando sulla tomba di San Francesco la nuova enciclica "Fratelli tutti".

A Bologna è la festa di San Petronio, patrono della città e della diocesi. Quest'anno poi nel pomeriggio ci sarà la beatificazione di Padre Marella.

Per noi è la festa del battesimo di Federico e di Liam Philip.

Certo, ci sono anche tanti problemi nel mondo, ci sono ancora tante guerre, la fame, la pandemia, si sono aggiunti anche i disastri naturali. (continua a leggere-scaricaPDF)

 

Fare festa come oggi facciamo, come dobbiamo fare, non significa dimenticarci dei problemi, delle sofferenze di tanti nostri fratelli, significa al contrario scoprire che dobbiamo far festa anche per loro, per poter portare un annuncio di speranza e un aiuto concreto.

 

Per questo sono contento che il papà e la mamma di Federico e di Liam Philip abbiano voluto portare qui i loro bambini per essere battezzati proprio in questo giorno, perché è il loro battesimo che ci fa capire come la festa ci riempie di gioia e di forza per noi e per i fratelli, per portare a tutti questo annuncio di speranza.

E mi fa piacere, perché guardando a Liam Philip e a Federico, si capisce meglio oggi l'insegnamento che la Parola del Signore ci rivolge.

Sono bellissime le letture proprie della festa di San Petronio, ma non posso fermarmi tanto. Mi limito a dire: ascoltate queste letture e guardate questi bambini, sono loro che ve le faranno capire. Parto dalle prime righe: "Lo Spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione, mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà agli schiavi, la scarcerazione ai prigionieri."

Se lo Spirito del Signore manda a portare il lieto annuncio ai miseri significa che ci sono tanti miseri che aspettano un annuncio lieto, se è mandato a fasciare le piaghe dei cuori spezzati significa che ci sono tanti cuori spezzati che hanno bisogno di essere curati, fasciati nelle loro piaghe.

Chi è mandato a portare questo annuncio, a proclamare la libertà? Dice:"Lo Spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione."

Chi è consacrato con l'unzione? Lo vedremo fra poco: Liam Philip e Federico, perché il rito del battesimo ha nel cuore, nel suo centro questa unzione, anzi ci sono due unzioni durante il rito del battesimo.

Allora è molto bello scoprire che a parlare oggi siano questi due bambini: sono loro che nel battesimo vengono consacrati con l'unzione. Quale unzione? Una prima unzione con l'olio dei catecumeni. Simbolicamente li ungeremo sul petto e sui muscoli: è l'unzione che anticamente si dava ai lottatori, perché diventassero forti e imprendibili dall'avversario.

Questi bambini grazie al battesimo, all'unzione diventeranno fortissimi, vincitori nel grande combattimento della vita, la lotta tra il bene e il male, e con la grazia del Signore potranno sempre vincere il male con il bene.

Dopo il battesimo Liam Philip e Federico riceveranno un'altra unzione con il crisma, questa volta sulla fronte, perché il loro volto possa splendere, possano riflettere la luce di Cristo risorto, simbolicamente rappresentato dal cero pasquale.

È Gesù la luce che sconfigge le tenebre della morte e del peccato. Anche questi due bambini unti con il crisma diventeranno cristiani, cristiani vuol dire proprio questa cosa:"unti", perché riflettono con la loro fronte, con la loro vita la luce della risurrezione.

È questa forza e questa luce che questi bambini, ma anche tutti noi, per la grazia del battesimo siamo mandati a portare nel mondo, perché i miseri che aspettano un annuncio di speranza possano accogliere una speranza non illusoria, ma quella speranza che deriva dal sapere che Dio è padre e siamo tutti fratelli.

È quello che Papa Francesco ripete, ripete, ripete e in questi giorni ci consegna con la nuova enciclica. Questi bambini hanno proprio il compito di portare nel mondo questo lieto annuncio che Dio è padre e noi siamo tutti fratelli, hanno il compito di portare l'annuncio della liberazione dei prigionieri, della liberazione anche dalla pandemia, da ogni ingiustizia, non perché miracolosamente le cose si sistemano, ma perché se riconosciamo la dignità di ogni uomo sapremo fare di questo il centro anche dell'impegno per il bene comune.

Allora ringraziamo molto il Signore e ringraziamo questi due bambini e le loro famiglie, ringraziamo il Signore per ciascuno di noi, chiedendo di rinnovare in noi la grazia e la gioia del battesimo, perché tutta l'umanità possa ascoltare e accogliere un annuncio di speranza, possa ascoltare e accogliere questo dono che è dono di vita, di vita eterna.

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Ottobre 2020 17:28  

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