La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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XXVIII domenica TO

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XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica 10 ottobre 2021

Sap 7,7-11,dal Salmo 89, Eb 4,12-13, Mc 10,17-30

Vendi quello che hai e seguimi.

Oggi, diversamente dal solito, non abbiamo messo al centro della chiesa le sedie e le panche per i ragazzi: l'abbiamo fatto volutamente, perché fra poco affiderò il mandato ai catechisti e saranno i catechisti ad andare a cercare dove sono i ragazzi per portarli qui davanti all’altare, vicino al Signore.

E’ un gesto simbolico che ci fa capire il compito, l'importanza dei catechisti dei ragazzi,

dei giovani e degli adulti.

E, proprio perché oggi in qualche modo è la domenica dei catechisti, mi piace partire dalla prima lettura che mi sembra particolarmente adatta a questa circostanza. (continua a leggere scarica il pdf)

 

Nella prima lettura c’è uno che parla e dice in prima persona singolare: Pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza”.

 

Oggi è chiarissimo, è un catechista. Un catechista che sa che il suo compito viene tutto dalla preghiera. Pregai e mi fu la elargita la prudenza, implorai e venne a me uno spirito di sapienza”.

Sono i primi doni che un catechista riceve nella preghiera. Io mi vergogno un po' a chiedere a un catechista: sapete che cos'è la sapienza? Eil primo dono dello Spirito Santo, quello che ci fa non solo conoscere la verità, ma anche gustarla e soprattutto ci rende capaci di distinguere il bene dal male.

Ma anche la prudenza.

È una domanda ancora un po' più difficile: che cos'è la prudenza? Ela prima delle quattro virtù cardinali, che una volta si insegnavano al catechismo. Ricordate: prudenza, giustizia, fortezza, temperanza.

Anche nel linguaggio abituale si dice ad uno guida con prudenza, ma nel nostro linguaggio essere prudenti vuol dire andar piano. La virtù della prudenza è quella che ci insegna a guidare, sì, ma sulla strada del Signore, sulla via del bene e uno è capace di guidare non solo se conosce la strada, ma se conosce la meta. Uno che ha già percorso la strada del Vangelo può guidare anche gli altri sulla stessa strada, perché non perdano la strada, non commettano errori errando fuori dalla strada.

È davvero quello che è e deve essere un catechista. Ne capiamo così la grande importanza per loro stessi, ma anche per tutta la comunità cristiana.

A loro è affidato il compito di far conoscere Gesù, il Vangelo e di guidare, di accompagnare i loro ragazzi perché ciascuno, rispondendo alla chiamata, possa seguire Gesù e possa così realizzare la propria vocazione, possa cioè insegnare a fare e a non fare.

Come quell'uomo, di cui abbiamo ascoltato nel Vangelo:In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Di fronte a quest'uomo, ma potremmo dire a questo giovane, a questo ragazzo, dopo aver ascoltato quello che già ha detto,Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!»”

I catechisti, che hanno già conosciuto la strada sulla quale il Signore ci invita a seguirlo, sono capaci di insegnare ai ragazzi, insegnare agli adulti a rispondere sì a questa chiamata, perché hanno capito che alla chiamata del Signore è necessario vendere tutto per darlo ai poveri, non per perdere ma per guadagnare un tesoro più grande.

Come Gesù stesso con molta decisione ci dice: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».

Gesù ci dice che quello che noi consideriamo ricchezza è certo utile, in qualche modo anche necessario, ma vendere tutto quello che abbiamo per guadagnare 100 volte tanto.

In fondo questa è una bellissima immagine della Chiesa, che è e deve essere famiglia per tutti, comunità di fratelli, luogo della condivisione. Così che nessuno sia bisognoso, perché facciamo comunione tra noi e seguendo Gesù diventiamo la comunità dei suoi discepoli, diventiamo la Chiesa del Signore.

Ricordo che a voi catechisti è affidato questo compito di sperimentare voi per primi Gesù e possedere il tesoro più grande e per questo insegnarlo ai ragazzi, ai giovani, agli adulti per essere la Chiesa santa del Signore che guida l'umanità intera sulla strada del Regno alla festa senza fine.

(dallomelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Ottobre 2021 16:39  

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