La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

XXX Domenica TO

E-mail Stampa PDF

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

24 ottobre 2021

Ger 31,7-9, dal Salmo 125, Eb 5,1-6, Mc 10,46-52

Rabbunì, che io veda di nuovo!

 

 

Io sono sempre molto contento quando ci sono dei bambini da battezzare, perché già la nascita di un bambino, di un figlio, di un nipote è una grande gioia, per i suoi genitori, per i suoi nonni, per tutta la comunità cristiana. Il battesimo è un dono ancora più grande: se è grande il dono della vita, ancora più grande è il dono della vita eterna che ci viene donato con il battesimo.

Ma sono anche sempre molto contento, perché grazie ai bambini siamo aiutati a capire meglio il Vangelo di Gesù, anche questa pagina del Vangelo, che non abbiamo scelto ma che risulta diventare chiarissima se pensiamo ad Angelo e a Tancredi e al dono che stanno per ricevere. Abbiamo infatti ascoltato che:” In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare”. il figlio di Timeo, Bartimeo.

È strano che il Vangelo ricordi il nome di chi riceve la guarigione da Gesù: Gesù di miracoli ne ha compiuti tanti, ma di nessuno si ricorda il nome, si ricorda il nome degli Apostoli, dei discepoli, questa è l'unica volta che viene ricordato Il nome di questo cieco che grazie a Gesù ha recuperato la vista.(continua a leggere-scarica pdf)

E come è stato possibile che il suo nome fosse ricordato? Possiamo ben immaginare che questo Bartimeo non fosse rimasto uno sconosciuto, anzi, proprio come leggiamo qui alla fine del Vangelo:E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada”. Grazie alla vista che aveva recuperato Bartimeo non solo riesce a contemplare il panorama, le meraviglie della natura, ma questa vista gli serve soprattutto per seguire Gesù, per riconoscere la strada su cui Gesù cammina innanzi.

 

Allora, chi rappresenta questo cieco di cui è ricordato il nome? È facile dirlo: rappresenta questi due bambini, Angelo e Tancredi, perchè avete sentito che è proprio così che inizia il battesimo. Accolti all'ingresso, alla porta della chiesa, io ho chiesto ai loro genitori 'Che nome date al vostro bambino?’ ‘Angelo, Tancredi’. Dalla porta della chiesa loro sono entrati per primi avvicinandosi verso l’altare, mentre li accoglievamo con un canto di festa.

E proprio nel momento centrale del battesimo io ripeterò ancora il loro nome: ‘Angelo, io ti battezzo, Tancredi, io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo’, perché non rimangono degli sconosciuti, ma grazie al battesimo sono diventati seguaci di Gesù, suoi discepoli, sono entrati a far parte della comunità dei discepoli di Gesù, la comunità cristiana, la Chiesa.

Davvero il racconto di questo miracolo diventa chiaro, se noi guardiamo a quello che questi bambini oggi fanno. In fondo, per loro il battesimo è questo miracolo, perché è un dono che supera le nostre capacità umane. Anche loro ricevono una vista nuova che non serve soltanto per guardare il panorama, serve per riconoscere Gesù e seguirlo sulla sua strada.

Questo è il contenuto centrale del battesimo, è il dono più grande che questi bambini stanno per ricevere, il dono della luce, la luce della fede che sconfigge le tenebre dell’errore, dell'ignoranza, della morte.

Il segno della luce è tanto presente nel rito del battesimo, è presente nel cero pasquale, il simbolo di Cristo risorto che ha sconfitto le tenebre della morte, del peccato, è presente nelle tre candeline accese sul fonte battesimale, che esprimono la fede, la fede che Gesù ci ha insegnato in Dio che è Padre, Lui che è il figlio di Dio, lo Spirito Santo che ci rende figli, così da potere in verità rivolgerci a Dio, chiamandolo Padre.

E mi piace sottolineare quello che avverrà tra poco: accenderemo una candela dal cero pasquale e la consegnerò anzitutto ai papà dicendo “Ricevete la luce di Cristo”, a voi genitori e anche a voi padrini e madrine, anche al fratello maggiore verrà dato questo segno pasquale, il segno della luce.

Quel gesto ci fa capire che la luce della fede si trasmette come la vita si trasmette. Non siamo noi i padroni della vita, i genitori trasmettono la vita che ha come origine il Padre che sta nei cieli, così anche la fede si trasmette di generazione in generazione, se la nostra vita è luminosa, se noi già battezzati diamo l'esempio di seguire Gesù sulla strada del bene, della salvezza, la strada della gioia.

Allora io ringrazio molto Angelo e Tancredi, i loro genitori che oggi hanno portato i loro figli, perché Gesù doni loro questa vista nuova e perché tutti noi rinnovando la grazia del nostro battesimo possiamo riprendere, proseguire nel cammino dietro Gesù che ci sta davanti, liberandoci da ogni paura, sapendo che seguendo Lui non siamo mai soli e che raggiungeremo la meta che Lui stesso ha raggiunto.

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Novembre 2021 11:35  

Calendario Eventi

December 2021
M T W T F S S
29 30 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31 1 2

Ricerca

whosonline

 3 visitatori online

Galleria di Immagini

img_8657.jpg