La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Home La Parrocchia Parola attraverso le omelie V DOMENICA DI QUARESIMA 02/04/2017

V DOMENICA DI QUARESIMA 02/04/2017

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V DOMENICA DI QUARESIMA

2 aprile 2017

Ez 37,12-14, Dal Sal 129, Rm 8,8-11, Gv 11,1-45

Io sono la risurrezione e la vita

 

Oggi è la quinta domenica di Quaresima e mi viene subito una domanda da fare ai bambini del catechismo: quante domeniche di Quaresima ci sono ancora? Hanno ragione a dire nessuna, perché non ce ne sono più: è la quinta ed ultima domenica di Quaresima, perché domenica prossima sarà già la domenica delle palme, che dà inizio alla Settimana Santa, quella grande settimana che ci farà rivivere gli ultimi giorni della vita di Gesù, i giorni della sua passione, morte e resurrezione. (continua a leggere)

 

 

Domenica prossima la Messa inizierà un quarto d'ora prima, alle 10,30, ed inizieremo all'aperto, nella piazzetta delle due torri con la benedizione delle palme e dell’ulivo per poi fare una piccola processione dalla piazza delle torri, lungo Strada Maggiore e poi dentro la chiesa per rivivere quello che ha fatto Gesù una settimana prima della Pasqua, il suo ingresso a Gerusalemme accolto dai ragazzi, che sventolavano rami di palma e d'ulivo.

Siamo arrivati al termine della Quaresima, l'ultima domenica di Quaresima, ed è per questo che il Vangelo oggi ci ha raccontato l'ultimo miracolo di Gesù. Per aiutarvi a ricordare potete guardare all'altare: c'è un ramo di pesco, che ha i fiori rosa e sta rifiorendo. È il segno della primavera, ma vuole anche essere un segno di resurrezione: dopo il freddo dell'inverno anche la natura prende vita, risorge ed io l'ho messo perché oggi il Vangelo ci parla della resurrezione di un amico di Gesù, che si chiamava Lazzaro.

Come ultimo miracolo Gesù fa risorgere dai morti un suo amico che era malato e poi è morto. Il Vangelo chiama questo un segno, l'ultimo segno che ha compiuto Gesù. Dire che è un segno significa che non solo è una cosa prodigiosa che ci sorprende, ci meraviglia, appunto un miracolo, ma ha un significato ed è questo che vogliamo capire per imparare anche noi a concludere bene la Quaresima e a prepararci alla Pasqua ormai vicina.

Che cosa ci fa capire questo miracolo di Gesù, che fa risorgere da morte un suo amico? Ci fa capire che Gesù è il Signore, è il Signore della vita e della morte, gli basta una parola, gli basta dire Lazzaro vieni fuori e Lazzaro esce dal sepolcro, ritorna in vita. Questo segno ci fa capire la potenza di Gesù, è Lui il Signore onnipotente.

È un miracolo grande questo: chi è capace di far risorgere dai morti? Certo è un miracolo grandissimo e nessuno se non il Signore è capace di far risorgere dai morti, tuttavia non è il miracolo più grande. Qual è il miracolo più grande della resurrezione di Lazzaro? Pensiamo a come fanno questi fiori: il germoglio sboccerà, diventerà un fiore meraviglioso, ma dopo un po' quel fiore appassirà e cadrà. Anche Lazzaro risorto da morte dopo un po' di tempo è diventato vecchio ed è morto, è morto per sempre. È un miracolo grande ma non è definitivo, perché la morte ha continuato a dominare il mondo.

Allora capiamo che il miracolo davvero grande è la resurrezione di Gesù, perché Gesù è risorto e non muore più. Gesù è risorto ed è sempre vivo, addirittura Gesù è risorto, é vivo e presente in mezzo a noi. Se veniamo a Messa è perché sappiamo che Gesù risorto è presente, è Lui che ci ha detto ‘dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro’. È qui, i nostri occhi non lo vedono, ma lui che è il Signore è presente e nell'Eucarestia c’è il segno più grande della presenza del Signore risorto.

Per questo veniamo a Messa, per ricordarci ogni domenica che la resurrezione di Gesù ha cambiato il mondo, la morte è stata definitivamente sconfitta e con la morte il peccato che è la causa della morte. Certo nel mondo esiste ancora la morte, purtroppo esiste ancora il peccato, ma anche grazie a Gesù, alla resurrezione di Gesù, anche noi passando attraverso la morte dopo la nostra morte risorgeremo per sempre, perché la vita grazie a Gesù è più forte della morte, il bene più forte del male. È questo il grande annuncio che si rinnova di domenica in domenica, di Messa in Messa.

Abbiamo ancora una terza cosa e sono sicuro che voi ragazzi la capirete meglio di tutti. Oggi sono presenti i ragazzi che si preparano alla prima comunione, anzi oggi saranno a pranzo in canonica insieme ai loro genitori e sono loro, e vedremo perché, che capiscono queste cose. Che cos'è più importante: la guarigione da una malattia, la resurrezione dalla morte come ha fatto Gesù con Lazzaro o la vittoria sul peccato e sulla morte? Certo Gesù facendo risorgere Lazzaro ha fatto un grande miracolo, ma in fondo le cose sono rimaste come prima, Lazzaro ha continuato a vivere e ad invecchiare. Qual è la vera novità che cambia la vita personale, la storia del mondo? Non è la resurrezione del nostro corpo, ma la resurrezione del nostro spirito, è la vittoria sul peccato e sul male.

Come avviene questo? Con questi ragazzi ieri abbiamo fatto la festa della prima confessione. È stato davvero un grande momento di festa, perché si capisce che questo è ciò che cambia ed è questo che domandiamo al Signore per noi e per l'umanità intera. In un momento in cui di risorse ce ne sono tante dobbiamo imparare a cambiare il nostro cuore, la nostra mentalità, dobbiamo imparare a vincere il nostro egoismo personale e collettivo, dobbiamo imparare a non aver paura degli altri, ma insieme con gli altri a costruire un mondo migliore.

È questa la resurrezione dello spirito, la cosa più importante di tutte per costruire la nostra storia di oggi e di sempre. È la vittoria sul nostro peccato, sulla nostra durezza di cuore, sulla violenza, sull’ingiustizia. Ed è questo il dono che Gesù risorto fa alla sua Chiesa attraverso i sacramenti.

In fondo a questo serve la Quaresima. Siamo arrivati ormai alla fine della Quaresima e ci domandiamo se ci siamo davvero convertiti, se la nostra vita è cambiata. Impariamo a chiedere perdono dei nostri peccati e facciamo come hanno fatto questi ragazzi: celebriamo il sacramento della confessione per chiedere perdono dei nostri peccati, per prendere consapevolezza che il peccato porta alla morte, alla morte personale e alla morte della speranza.

Chiediamo al Signore, Lui che ci ha dato questo grande dono, di poter vivere la Quaresima, terminare la Quaresima risorgendo, perché nel mondo non solo fiorisca la primavera ma fiorisca una speranza nuova per tutta l'umanità.

( dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Sabato 22 Aprile 2017 17:33  

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