La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Home La Parrocchia Parola attraverso le omelie Ascensione del Signore-28/05/2017

Ascensione del Signore-28/05/2017

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ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO A)

28 maggio 2017

At 1,1-11, dal Sal 46, Ef 1,17-23, Mt 28,16-20

A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.

Oggi è una grande festa, la festa dell’Ascensione del Signore e la festa del battesimo di Sebastian, Febe Letizia e Alessio: le due feste si valorizzano reciprocamente, perché è la Ascensione che ci fa capire la grazia del battesimo e anche viceversa, è il battesimo che ci fa capire perché l'Ascensione è una festa.

Se noi guardiamo all’Ascensione secondo i nostri criteri umani dovremmo piuttosto rattristarci invece di fare festa, perché l'Ascensione è il giorno in cui Gesù si separa da noi per tornare in cielo e da questo giorno in poi gli amici di Gesù non avrebbero più potuto vederlo.  (continua a leggere)

 

Il giorno dell'addio è un giorno triste: perché allora la Chiesa oggi fa festa, ricordando che Gesù è scomparso per sempre? La Chiesa oggi fa festa, perché sa che Gesù sale al cielo non com'era disceso sulla terra, ma sale al cielo portando con sé il corpo, il corpo umano che Gesù, il figlio di Dio, aveva preso da Maria, quel corpo che aveva offerto sulla croce per la salvezza del mondo. Gesù sale al cielo col suo corpo, con il nostro corpo umano per farci capire che ci vuole prendere tutti con sé.

 

 

Oggi Dio in cielo non è soltanto lo spirito onnipotente, ma c'è anche il corpo umano di Gesù. In qualche modo oggi tutti noi mettiamo il nostro corpo in paradiso e se siamo uniti a Gesù saremo per sempre con Lui nella festa senza fine del paradiso.

Come è possibile unirci a Gesù? Come Sebastian, Febe e Alessio. È il battesimo che ci unisce a Gesù, che fa di noi uomini i figli di Dio, che fa di noi uomini dei cristiani. Abbiamo ascoltato nel Vangelo che è proprio quello che Gesù disse ai suoi discepoli prima di separarsi da loro. Disse loro «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

È il battesimo che ci unisce a Gesù e ci dà questa grazia, questa grande speranza che d'ora in poi noi siamo uniti a Gesù ancora nel mistero qui sulla terra, ma per sempre con Lui nella gloria del cielo.

E che cosa ci fa capire che il battesimo cambia la nostra condizione umana, che grazie al battesimo non siamo semplicemente uomini ma siamo figli di Dio, che cosa ce lo fa capire? Il nome di battesimo. Anticamente, quando i pagani diventavano cristiani nel momento del battesimo, cambiavano nome per esprimere che erano totalmente cambiati, la loro identità era nuova grazie al battesimo.

Allora io sono molto contento che i genitori di questi bambini abbiano scelto dei bellissimi nomi cristiani. Febe, Sebastian, Alessio sono bellissimi nomi che ci ricordano la storia della Chiesa a partire da Febe.

Non so se conoscete Febe, ma ne parla San Paolo nella Lettera ai Romani dicendo: vi raccomando Febe, mia sorella, trattatela bene perché ha protetto molti ed ha protetto anche me stesso, Febe che è detta diaconessa di Cencre, una località vicina a Corinto. Questo ci fa pensare che Febe abbia accolto San Paolo durante i suoi viaggi; quando San Paolo predicava il Vangelo a Corinto era ospite di Febe e probabilmente è stata Febe che da Corinto ha portato a Roma la lettera di San Paolo apostolo ai Romani. Allora capiamo che Febe è questa collaboratrice dell'apostolo Paolo, questa diaconessa della Chiesa di Cencre, colei che porta la parola del Signore varcando anche i mari.

E poi Sebastian. Sebastiano era un militare, un soldato della corte imperiale di Diocleziano, era già cristiano anche se era ancora tempo di persecuzioni. Si è prodigato molto per assistere gli altri cristiani incarcerati a causa delle persecuzioni e quando è stato scoperto é stato condannato a morte. I suoi commilitoni gli hanno lanciato tante frecce che il racconto del martirio dice che Sebastiano assomigliava a un riccio, tanto era pieno di frecce. Ma non morì, fu assistito da una donna cristiana, Irene, e dopo essere guarito tornò per proclamare la sua fede nel Signore Gesù.

Anche Alessio, l’ho scoperto da poco, era un santo, un santo mendicante di Edessa del IV secolo, per così dire un antesignano di San Francesco, che aveva lasciato tutti i suoi averi e aveva vissuto in povertà. Solo dopo la sua morte si accorsero chi era e perché era diventato un mendicante, per farci capire che anche se non abbiamo soldi ognuno di noi ha una grande dignità, ha quella ricchezza che gli viene dall'essere uomo, da essere figlio di Dio.

Allora il nome, il nome del battesimo che questi bambini portano e che ognuno di noi porta è il segno di questa grande novità che abbiamo ricevuto dal battesimo e che Gesù ci ha conquistato, perché nascendo per noi come uomo, offrendo il suo corpo per noi sulla croce, resuscitando da morte, ha sconfitto la morte e ha dato a tutti noi questa vita nuova che è la vita eterna.

Preghiamo allora per questi bambini, ma preghiamo per tutti noi, perché possiamo davvero dare testimonianza di questa novità, di questa ricchezza, della speranza della gloria del cielo e della nostra fraternità con Gesù qui sulla terra.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Giugno 2017 15:56  

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