La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Messa del sabato sera

1 Luglio 2017

2Re 4,8-11.14-16, dal Sal 88, Rm 6,3-4.8-11, Mt10,37-42

Chi non prende la croce non è degno di me.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli. Questo ci invita a capire meglio le parole del Signore Gesù, che fanno parte di quello che solitamente é chiamato il discorso apostolico, cioè sono le parole che Gesù rivolge ai suoi apostoli prima di mandarli in missione. Apostoli significa proprio missionari, inviati. (continua a leggere)

Già domenica scorsa il Vangelo ci presentava le prime parole di questo stesso discorso, quando Gesù ripeteva ai suoi apostoli: non abbiate paura, non abbiate paura, non abbiate paura, incoraggiandoli così all'inizio del loro cammino, che certo sarebbe stato pieno di pericoli e di rischi, ma con la certezza che il Signore veglia su di loro e Lui con autorità può dire: non abbiate paura.

 

Anche le parole che abbiamo ascoltato oggi sono un ulteriore invito a partire senza paura, anzi ad essere ben consapevoli dell'importanza del compito che ci è affidato. Lo sottolinea Gesù, dicendo: Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. L'apostolo rappresenta il Signore, chi accoglie l'apostolo accoglie il Signore stesso e chi accoglie l'apostolo avrà la ricompensa di chi accoglie il Signore. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa".

È quello che ho cercato di esprimere anche mettendo sull'altare una brocca ed un bicchiere, che non sono pieni soltanto di acqua fresca, ma sono pieni di luce e di fiori. È la ricompensa che riceve chi accoglie l'apostolo nel nome del Signore.

Sono gli stessi fiori che abbiamo messo lassù in cantoria vicino all’organo, perché è anche pensando a Saverio che queste parole diventano estremamente espressive e attuali.

Gesù, invitando gli apostoli a partire per questo viaggio rischioso, li invita ad una scelta coraggiosa, totale, li invita a distaccarsi da ogni cosa, addirittura dal proprio padre e dalla propria madre. Inizialmente queste parole potrebbero sembrare strane, dure: "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me. Cosa vuol dire Gesù con queste parole? Vuol dire che l'apostolo deve essere spinto da un amore così grande che sorpassa tutto, sorpassa addirittura l'amore verso la madre e verso il padre. Ma come è possibile?

Mi permetto di prendere un esempio da Saverio e penso di poter dire che lui amava la musica al di sopra di ogni altra cosa, non passava giorno che non dedicasse alla musica ore ed ore e riempiva questa chiesa della musica dell'organo. Forse che questo voleva dire che non amava le altre cose, che non amava suo padre, sua madre? No! Ma proprio perché amava tanto la musica questo amore diventava contagioso, si estendeva anche agli altri.

Non amava la musica solo per sé, ma desiderava che anche gli altri la amassero. Da organista è diventato maestro di coro e tutti noi abbiamo goduto di questo suo amore così grande per la musica, che è diventato un amore contagioso.

Ce ne siamo resi conto in questo anno in cui Saverio non suona più l'organo, non dirige più il nostro coro e penso che sia davvero un esempio che ci fa capire e amare il Signore al di sopra di ogni altra cosa. Non significa certo amare di meno gli altri, ma al contrario è un amore che diventa contagioso, per questo è un amore che diventa missionario, cioè si diffonde nel mondo, irradia la sua gioia perché diventi una gioia di tutti.

Vogliamo ascoltare come dette a ciascuno di noi queste parole del Signore Gesù e vorremmo davvero considerarci la ricompensa di cui Saverio gode, di continuare noi a cantare come abbiamo ripetuto nel salmo: Canterò per sempre l'amore del Signore. È in questo modo che la ricompensa che il Signore ha promesso non solo non viene meno, ma si diffonde.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Settembre 2017 15:03  

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