La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Home La Parrocchia Parola attraverso le omelie XVII DOMENICA T.O. 30/07/2017

XVII DOMENICA T.O. 30/07/2017

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XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

30 Luglio 2017

1Re 3,5.7-12, dal Salmo 118, Rm 8,28-30, Mt 13,44-52

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.

La pagina del Vangelo che abbiamo appena ascoltato è presa anche oggi dal capitolo 13 del Vangelo secondo Matteo, lo stesso capitolo di domenica scorsa e della domenica precedente, perché come sappiamo questo capitolo raccoglie la maggior parte delle parabole.

Anche oggi abbiamo ascoltato ben tre parabole: la parabola del tesoro nascosto, della perla preziosa e della rete gettata nel mare. In questo modo Gesù insegna ai suoi discepoli, cioè insegna anche a noi, le cose più importanti attraverso questo genere letterario, le parabole, che sono brevi racconti a partire dalle esperienze di vita e dunque sono capaci di essere comprese da tutti quelli che si fermano a riflettere sulla vita, sulla vita di ogni giorno. (continua a leggere)

 

Vogliamo anche noi fermarci, per capire cosa il Signore Gesù vuol dire a noi.

 

Le prime due parabole sono molto simili, parlano di un tesoro nascosto, di una perla di grande valore che cambia la vita di chi la trova, dove il protagonista reagisce nello stesso modo, vendendo tutto per poter possedere quel tesoro, quella perla preziosa. Molto simili, ma con una differenza significativa. Nella prima, il tesoro viene scoperto per caso, un uomo lo trova ma non era alla ricerca, mentre nella seconda parabola è frutto non solo della ricerca ma della competenza: è un mercante che va alla ricerca di perle preziose.

Che cosa significa tutto questo?

Vorrei affermare una cosa fondamentale: ogni pagina del Vangelo e quindi ogni parabola per essere capita deve essere applicata a noi, perché è di noi che parla il Vangelo, è a noi che si rivolge Gesù.

Allora vorrei interpretare queste parabole a partire da noi, che in questa calda domenica di fine luglio ci troviamo a Messa, per dire che questo tesoro è proprio la Messa, l'Eucaristia, questa perla di grande valore è l'Eucarestia.

Qualcuno la trova per caso, e forse è la maggior parte di noi, che siamo abituati ad andare a Messa perché fin da piccoli ci è stato insegnato così, magari non abbiamo fatto tanti sforzi, ma è diventata un'abitudine, certo una buona abitudine. Oppure per altri è frutto di una ricerca, una ricerca del senso della vita, della verità, una ricerca di Dio e finalmente ha trovato.

Vorrei che imparassimo davvero a riconoscere l'Eucarestia come il tesoro più grande, come la perla che stavamo cercando per tutta la nostra vita e finalmente abbiamo trovato, perché se ci rendiamo conto di questo allora la nostra vita cambia.

La prima conseguenza è la gioia. Quest'uomo trova il tesoro e lo nasconde di nuovo, poi pieno di gioia vende tutti i suoi averi e lo compra. La gioia è il cambiamento della nostra vita.

Perché la gioia? Perché l'Eucaristia è anzitutto la certezza che Dio ha salvato il mondo. Noi siamo molto preoccupati che le cose nel mondo non vadano bene, ed è così. È l'Eucarestia che ci assicura che, nonostante tutta la cattiveria dell'uomo, nonostante i nostri peccati, Dio ha salvato il mondo e Dio è ancora presente in mezzo a noi come Salvatore, perché l'Eucarestia è il sacramento del dono che Gesù fa di sé, il suo corpo e il suo sangue per la salvezza del mondo. L'Eucaristia è la presenza reale del Signore risorto in mezzo a noi, la certezza che per quanto sia grande il peccato dell'uomo vince l'amore di Dio, vince la sua volontà di salvezza.

Ed è questo che ci riempie di gioia, ed è una gioia che ci spinge a vendere tutto per poter avere questo, per poter avere questa nuova condizione che nasce dall'Eucarestia: l'essere tutti fratelli, il condividere il pane tra di noi, il perdonarci gli uni gli altri, il fare festa insieme. Davvero nell'Eucarestia ci ha dato un anticipo reale, anche se ancora nel mistero, dell’umanità nuova riconciliata nella pace, capace di condividere nella gioia il pane del cielo e per questo anche il pane della terra.

Allora è vero, sì siamo in pochi, ma a me dispiace soprattutto per i molti che non hanno ancora trovato questo tesoro, non sanno riconoscere questa perla preziosa.

E certo, come ci dice la terza parabola, tutto questo non è immediato, in qualche modo bisogna aspettare la fine del mondo, quando in questa rete gettata nel mare e portata a terra solo giunti alla riva si farà la distinzione fra i pesci buoni e i pesci cattivi. Durante tutta la storia il bene e il male saranno mescolati insieme e per questo è ancora più importante partecipare all’Eucarestia per non rimanere scandalizzati dalla presenza del male nella storia.

Davvero rimaniamo sorpresi che in questa storia così drammatica sia già presente la salvezza e la salvezza è qui, perché dove due o tre sono riuniti nel nome di Gesù Lui stesso presente, è Lui che ci parla, è Lui che si dona, è Lui che ci riempie della sua gioia, perché la nostra vita e tutta la storia siano rinnovate.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Agosto 2017 07:56  

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