La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Home La Parrocchia Parola attraverso le omelie I DOMENICA DI QUARESIMA 18.2.2018

I DOMENICA DI QUARESIMA 18.2.2018

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I Domenica di Quaresima

18 febbraio 2018

Gen 9,8-15, dal Sal 24, 1Pt 3,18-22, Mc 1,12-15

Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli


Oggi è la prima domenica di Quaresima, ma è anche la terza domenica di febbraio: per questo sono molto contento che ad animare la liturgia sia il gruppo dei ragazzi di terza elementare, il gruppo di catechismo che si prepara alla grande festa di prima comunione. È un bellissimo gruppo, molto numeroso - sono 28 - che sta crescendo e sono contento che oggi sia con noi, non solo perché dopo la Messa sono invitati a pranzo in canonica come faremo durante le prossime domeniche di Quaresima con i vari gruppi di catechismo, ma anche perché la loro presenza ci aiuta molto a capire quello che il Signore ci ha detto nelle letture che abbiamo appena ascoltato. (continua a leggere)

Ormai i ragazzi sanno che molto spesso l'omelia comincia con una domanda: cosa vedete di un po' strano che oggi adorna la chiesa? È quello che abbiamo messo davanti alla balaustra: c'è un catino pieno d'acqua ed è quello che una volta usavamo come fonte battesimale e c'è anche un ombrello, che ha i colori dell’arcobaleno, ma è chiuso.

 

 

Perché abbiamo messo quest’acqua e questo ombrello chiuso con i colori dell'arcobaleno? Lo capiamo se ci ricordiamo quello che è stato detto nella prima lettura, dove abbiamo ascoltato la fine del diluvio. Il diluvio è la grande inondazione che ha coperto tutta la terra, perché l'acqua aveva continuato a cadere per 40 giorni e 40 notti. Il numero 40 ritorna, perché anche nel Vangelo abbiamo visto Gesù che va nel deserto e vi rimane 40 giorni. Anche noi mercoledì scorso abbiamo iniziato la Quaresima, che è il tempo di preparazione alla Pasqua, che dura proprio 40 giorni. Anche il diluvio è un'immagine della Quaresima, perché questa acqua ha purificato tutta l’umanità: alla fine del diluvio è iniziata una storia nuova per l'umanità.

Qual è il segno di questa grande novità? Lo abbiamo ascoltato nella prima lettura. Dio disse: «Questo è il segno dell'alleanza, che io pongo tra me e voi e ogni essere vivente che è con voi, per tutte le generazioni future. Pongo il mio arco sulle nubi, perché sia il segno dell'alleanza tra me e la terra”. L'arco tra le nubi è l'arcobaleno, questo arco risplendente di tutti i colori. Per questo l'ombrello ha tutti i colori dell’arcobaleno, ma è chiuso, perché Dio ha promesso che non avrebbe più mandato il diluvio, perché l'umanità potesse continuare a vivere senza la paura di essere distrutta dalle acque del diluvio.

Questo segno dell'arcobaleno, in qualche modo dell'ombrello chiuso, è il segno della promessa di Dio, dell'alleanza che Dio ha fatto tra sé e l'umanità, che la terra non sarebbe più stata distrutta dal diluvio.

Dio ha mantenuto questa promessa? Certo, perché Dio è fedele: lo abbiamo ripetuto col ritornello del salmo responsoriale: Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà. Quello che Dio ha promesso lo mantiene. E quando lo mantiene? Il compimento di tutte le promesse di Dio è Gesù, è Lui che è venuto come realizzazione di tutte le promesse di Dio, come vero inizio di una storia nuova per tutta l'umanità.

È quello che abbiamo ascoltato nel Vangelo. Gesù, dopo essere stato 40 giorni nel deserto vittorioso su tutte le tentazioni, andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Questa è l'ultima domanda che vi faccio: che cos'è il Regno di Dio? Il Regno di Dio è vicino: che cos'è il Regno di Dio? È la situazione in cui Dio regna e dove regna Dio viene la giustizia, viene la pace, viene la fraternità, viene la gioia. Gesù dice: il Regno di Dio è vicino, è vicina la pace, è vicina alla giustizia, vicina la fraternità.

Ma vicino quanto? Voi ragazzi che vi state preparando alla prima comunione siete quelli che potete dirlo con maggiore chiarezza. Quanto è vicina la vostra comunione, quando sarà la festa della vostra prima comunione? Il 27 maggio: ormai siamo vicini.

Vorrei proprio cercare di dirvi questo. È la comunione che rende presente in mezzo a noi il Regno di Dio, perché la comunione vuol dire che siamo comune-unione, siamo uniti fra di noi e con il Signore. La comunione è il segno più forte che siamo la famiglia dei figli di Dio, che Dio è padre e noi come suoi figli siamo fratelli, siamo addirittura non una sola famiglia ma una cosa sola nel Signore Gesù.

Se noi capiamo la grazia della comunione allora scopriamo che davvero la storia cambia, viene la giustizia, viene la pace.

Chiedo allora a voi ragazzi di aiutarmi a fare questo segno della comunione, della fraternità. Nel momento in cui durante la Messa canteremo il Padre Nostro vi invito a venire con me intorno all'altare per cantare il Padre Nostro tenendoci per mano.

In fondo questo è il segno più chiaro del Regno di Dio che è già presente in mezzo a noi: là dove tutti gli uomini riconoscendo Dio come padre vivono da fratelli, si amano come fratelli, si danno una mano l'un l'altro. E poi chiederò a voi di portare un segno di pace a tutti i presenti.

Questo è il Regno di Dio: quando portiamo la pace, quella pace che Dio ci dona perché in Gesù ci ha riconciliati con sé e tra di noi, in Gesù ci ha resi suoi figli, cioè nel battesimo, quando siamo diventati realmente figli di Dio, realmente fratelli fra di noi. E se viviamo questa realtà nuova, la storia del mondo cambia, viene il Regno di Dio, regno di giustizia, di amore e di pace.

Siete davvero fortunati voi ragazzi che vi state preparando a questo grande momento, la vostra prima comunione, e davvero preghiamo insieme perché sia l'inizio. Ogni domenica siamo invitati a celebrare l'Eucarestia e a fare la comunione, perché anche attraverso di noi il Regno di Dio venga e si diffonda su tutta la terra.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Marzo 2018 17:43  

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