La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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DOMENICA DELLE PALME 2018

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DOMENICA DELLE PALME

25 Marzo 2018

Is 50,4-7, dal Sal 21, Fil 2,6-11, Mc 14,1- 15,47

La Passione del Signore

Il Vangelo della passione non ha bisogno di commenti, non vogliamo aggiungere altre parole, ha bisogno piuttosto di silenzio e ci fermeremo alcuni minuti in silenzio per capire che questi avvenimenti riguardano noi, che siamo anche noi i protagonisti come ci ha insegnato oggi la liturgia che ci ha messo in mano rami di palma ed ulivo come hanno fatto quel giorno gli abitanti di Gerusalemme, perché vogliamo essere noi ad accogliere Gesù che entra a Gerusalemme per dare la vita per la salvezza di tutta l'umanità. (continua a leggere)

Ce lo insegna anche l'Evangelista Marco che oggi ha scritto il Vangelo della passione. E vorrei appena sottolineare due personaggi che soltanto nel Vangelo di Marco sono messi in evidenza.

Il primo è un ragazzo. Abbiamo ascoltato che nell'orto degli ulivi lo seguiva un ragazzo che aveva addosso solo un lenzuolo, s'e lo afferrarono ma egli lasciando cadere il lenzuolo fuggii nudo. Con molta probabilità questo ragazzo è Marco stesso, ma con tutta serietà questo ragazzo siete voi bambini non solo perché oggi avete in mano un ramo di ulivo come avevano in mano i fanciulli di Gerusalemme perché questa settimana sarete voi i protagonisti.

Martedì voi farete la festa della prima confessione ed è dalla croce di Gesù che viene il perdono dei peccati. Giovedì mentre commemoreremo la cena del Signore io laverò i piedi a voi ragazzi che vi preparate alla prima comunione come Gesù ha lavato i piedi ai suoi apostoli.

Noi siamo al centro delle attenzioni di Gesù.

E c'è un altro personaggio che ci riguarda ed è il centurione romano. Il fatto che fosse romano non vuol dire che fosse italiano, anzi noi sappiamo che a Gerusalemme in quel tempo c'erano i soldati della X legione che venivano proprio dall'Emilia-Romagna.

E allora vogliamo anche noi fare come questo centurione.” Il centurione che si trovava di fronte a lui vedendolo spirare in quel modo disse: davvero quell'uomo era figlio di Dio.” Vogliamo riconoscere nell'uomo crocefisso il figlio di Dio per capire così chi è Dio. Dio colui che ama tanto l'uomo fino a darci il suo figlio a morire per noi. E questo è il fondamento della nostra speranza è di tutta la nostra gioia.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Aprile 2018 17:35  

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