La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Home La Parrocchia Parola attraverso le omelie VII DOMENICA DI PASQUA – ASCENSIONE DEL SIGNORE

VII DOMENICA DI PASQUA – ASCENSIONE DEL SIGNORE

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VII DOMENICA DI PASQUA – ASCENSIONE DEL SIGNORE

13 maggio 2018

At 1,1-11, dal Sal 46, Ef 4,1-13, Mc 16,15-20

Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

 

È raro che un matrimonio venga celebrato in questa Messa della domenica mattina, che consideriamo la Messa parrocchiale, la Messa dei bambini del catechismo, dove sono loro i protagonisti, sono loro che ci aiutano a capire il messaggio che la Parola del Signore di domenica in domenica ci rivolge. La presenza dei bambini del catechismo porta con sé anche la presenza delle famiglie e con le famiglie tutta la comunità parrocchiale.

Allora, perché oggi al posto della Messa dei bambini del catechismo abbiamo previsto una Messa degli sposi? (continua a leggere)

 

Il motivo è esattamente lo stesso, perché anche questa Messa é la Messa di un ragazzo del catechismo, in particolare di Marco, che è nato qui, è stato battezzato qui, ha fatto qui il catechismo, ha ricevuto la cresima, ha fatto il chierico, ha fatto il catechista e, pur essendosi la sua famiglia trasferita, è rimasto sempre legato alla nostra comunità parrocchiale.

 

Non solo quindi mi sembra che sia giusto, ma è molto bello celebrare proprio in questa Messa parrocchiale il matrimonio di Marco e si può anche dire che questo matrimonio ci aiuta a capire meglio il messaggio che la Parola del Signore oggi ci ha rivolto nella grande festa che la Chiesa celebra in questo giorno, la solennità dell’Ascensione del Signore.

Per capirlo è necessaria anche la presenza di Silvia. Non è possibile capire l'Ascensione se non guardando agli sposi, agli sposi insieme.

L'Ascensione è il momento in cui Gesù 40 giorni dopo la sua resurrezione sale al cielo e in questo modo saluta, si separa definitivamente dagli apostoli, dai suoi amici che dopo quel giorno non l'avrebbero rivisto più: se pensiamo all’Ascensione in questo modo facciamo fatica a capire che l'Ascensione del Signore é una festa. Quando uno si separa dai propri amici per partire e non essere visto mai più è piuttosto un giorno triste. Perché allora la Chiesa con grande gioia celebra la festa dell'Ascensione?

Davvero io l'ho capito pensando agli sposi, perché c'è un legame stretto fra l'Ascensione del Signore e il matrimonio. Anche nel matrimonio l'uomo si separa, come dice la Bibbia, abbandona suo padre e sua madre e si unisce a sua moglie e i due non saranno più due, ma una carne sola. Per questo capiamo che è una partenza ma una partenza gioiosa, anzi è il giorno più bello non solo per gli sposi ma anche per la famiglia, per tutti gli amici.

E lo capiamo ancora meglio, pensando come Gesù sale al cielo. Ci dice la liturgia che Gesù sale al cielo non nello stesso modo in cui era disceso, ma lui - che è il Verbo di Dio - discendendo sulla terra si è fatto uomo, ha preso un corpo come abbiamo noi e salendo in cielo ha portato con sé il nostro corpo umano, la nostra carne e in questo modo dal giorno dell'Ascensione in poi in cielo non è puro spirito, ma insieme alla divinità c'è la nostra umanità. Gesù è inseparabile ormai dalla nostra umanità.

Esattamente quello che avviene nel matrimonio. L'uomo e la donna sono inseparabili, perché non sono più due ma una carne sola.

Si può dire che anche voi, Marco e Silvia, salite al cielo, perché in questa unione inseparabile della vostra carne inizia una vita nuova. Il matrimonio è davvero il segno non solo che siete cresciuti, che siete diventati autonomi, ma soprattutto che avete imparato ad amare e l'amore è sempre comunione, è sempre unità, è sempre fecondità, sorgente di vita nuova. Per questo il vostro matrimonio, il sacramento del matrimonio diventa il segno efficace dell'amore di Cristo e della Chiesa.

Allora vi ringrazio molto di essere venuti qui nella nostra chiesa, nella vostra chiesa, in questa ora, in questa Messa, perché esprimete questa continuità, anzi questo intreccio inscindibile fra la Chiesa e la famiglia, fra il sacramento del matrimonio e l'Eucarestia. È lo stesso amore, il dono del proprio corpo come fa lo sposo con la sposa, la sposa con lo sposo e come fa Gesù nell'Eucarestia che sempre dona il suo corpo per la nostra salvezza, perché possiamo gustare come è buono il Signore e possiamo fare di lui la nostra forza.

Allora non faccio fatica a farvi gli auguri, auguri davvero abbondanti, perché possiate vivere il sacramento che oggi celebrate e, facendo gli auguri a voi, rinnovo gli auguri a tutti gli sposi, perché vivano così il loro matrimonio. Facendo gli auguri a tutti gli sposi si fanno gli auguri all'umanità intera, perché la famiglia è il fondamento dell'umanità, è quella che ci permette di sperimentare qui sulla terra l’amore, perché abbia pieno compimento nella gloria del cielo.

 

(Dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Maggio 2018 13:47  

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