La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

10 giugno 2018

Gen 3,9-15, dal Sal 129, 2Cor 4,13 -5,1, Mc 3,20-35

Satana è finito

Sono molto contento, quando ci sono bambini da battezzare e questo per molte ragioni: perché i bambini sono sempre un grande regalo per i genitori, per le famiglie e anche per la comunità cristiana. Ed è sempre una grande festa.

Poi mi rendo sempre più conto che quando ci sono bambini che vengono battezzati sono proprio loro che ci fanno capire il Vangelo, che ci spiegano la bella notizia che il Signore di domenica in domenica ci rivolge.

Davvero oggi avrei fatto fatica a fare l’omelia, se non ci fossero Tea e Bernardo a farci capire quello che il Signore ha detto, perché, come abbiamo ascoltato, oggi Gesù dice delle cose che ci meravigliano molto.(continua a leggere)

Oggi Gesù ci parla proprio della famiglia, di cosa significa essere madre, padre, fratello, sorella, ma ce ne parla in un modo che noi non ci saremmo mai aspettati, e faccio riferimento in particolare all'ultima parte del Vangelo dove si dice che giunsero sua madre e i suoi fratelli, che stando fuori mandarono a chiamare Gesù. Noi ci saremmo aspettati che Gesù, come ogni figlio amato, quando sente che arriva sua madre e lo cerca, lascia tutto e corre incontro per abbracciarla e baciarla.

 

 

Invece Gesù non fa così. Era seduto in mezzo alla folla, quando gli dissero: Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano, ma egli rispose loro: chi è mia madre, chi sono i miei fratelli? Gesù sembra quasi dire ‘ma cosa mi interessa che ci sia mia madre a cercarmi, chi è mia madre, chi sono i miei fratelli?’ E girando lo sguardo su quelli che erano seduti intorno a lui disse ‘ecco mia madre, ecco i miei fratelli, perché chi fa la volontà di Dio costui è per me fratello, sorella e madre’.

Rimaniamo sorpresi, ma se ci pensiamo, se pensiamo in particolare al battesimo, capiamo che con queste parole Gesù in realtà anzitutto esalta sua madre, perché ci fa capire che Maria è madre non solo perché ha generato nel suo corpo un figlio, Gesù, ma perché prima di tutto lo ha generato nel suo cuore, l'ha accolto con gioia, dicendo il suo sì alle parole dell'angelo, alla volontà di Dio, a Dio che voleva fare di lei la madre del Salvatore.

Maria è l'esempio di tutti coloro che accolgono in sé la Parola, che obbediscono alla volontà di Dio e per questo Maria è diventata madre.

Abbiamo cercato di mettere un po' in evidenza la presenza di Maria sull’altare con questo drappo azzurro che riprende il manto della Madonna del Suffragio, che è l'immagine, il capolavoro, che rappresenta Maria nella nostra chiesa, ed offrendo a lei questo mazzo di rose colorate.

Questo non vale solo per Maria: vale per ogni madre, ogni padre. Che cosa significa infatti essere genitori? Si, sono coloro che trasmettono la vita, ma sappiamo che non basta solo generare il corpo, bisogna trasmettere la fede, cioè quella certezza su cui i figli possono costruire la loro vita. Quella solidità, quella sicurezza è la fede, è la roccia su cui si sta saldi.

Mi sembra molto bello che il rito del battesimo coinvolga anche i padrini e le madrine, per questo nome così bello. È una paternità e una maternità che anche loro assumono e che non dipende dall’età: sono contento che come aiuto madrine ci siano anche due giovanissime, che hanno il compito di trasmettere l'amore, di far capire come questi bambini sono amati dai loro genitori, ma anche dai padrini e dalle madrine, che in qualche modo rappresentano tutta la Chiesa che li accoglie e li accompagna con amore.

In questo compito sono importanti anche i nonni. Se i genitori devono trasmettere la fede, la certezza su cui costruire la propria esistenza, se i padrini e le madrine, in qualche modo tutta la comunità, trasmettono l'amore, i nonni devono trasmettere la speranza. Proprio perché sono avanti negli anni, sono loro che possono dare una speranza che va addirittura oltre ogni orizzonte terreno.

Allora questa è la famiglia: non è solo quel gruppo che abita insieme ma quella che, come dice il Signore, ‘ecco mia madre, i miei fratelli sono coloro che fanno la volontà di Dio’.

Questo è il battesimo che ci rende tutti figli di Dio, per questo ci rende vera famiglia e quindi fratelli fra di noi, insegnandoci così che i legami più forti non sono quelli del sangue, non sono neppure quelli giuridici, ma i legami più forti ci vengono dalla fede, dalla carità, dalla speranza.

Ringraziamo il Signore per questo grande dono ed io ringrazio il papà e la mamma di questi bambini che fin da Milano, dove adesso abitano, sono venuti qui nella nostra chiesa per il battesimo dei loro bambini. E ringrazio i padrini e le madrine, ringrazio i nonni.

Tutti ci sentiamo coinvolti e lo faremo rinnovando anche noi le promesse del nostro battesimo, perché possiamo testimoniare al mondo la Chiesa come famiglia dei figli di Dio, come segno di speranza per l'umanità intera.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Giugno 2018 18:37  

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