La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Home La Parrocchia Parola attraverso le omelie XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

07 ottobre 2018

Gen 2,18-24, Dal Salmo 127 (128), Eb 2,9-11, Mc 10,2-16

L'uomo non divida quello che Dio ha congiunto.

Oggi il Vangelo ci parla di matrimonio, di ripudio, di legge sul matrimonio e sono discorsi difficili, sono discorsi anche delicati soprattutto nel nostro tempo e alla nostra cultura. E pensando che questa è la messa in cui sono presenti anche i ragazzi, i bambini del catechismo mi era quasi venuta voglia di cambiare le letture per prendere delle letture più semplici e poi ho capito che “no”, non solo perché il matrimonio, la famiglia interessa tutti non solo gli adulti ma anche i piccoli ma soprattutto perché oggi sono presenti i ragazzi della cresima. E ricevere la cresima vuol dire che questi ragazzi hanno già compiuto il loro itinerario di formazione cristiana, hanno fatto già molti anni di catechismo e continueranno in modo nuovo non più a fare catechismo ma a vivere in un gruppo la vita cristiana.(continuaa leggere)

 

 

 

 

Allora ho detto che la domenica più adatta per fare anche questi discorsi difficili, anzi per approfittare della presenza dei ragazzi che si preparano alla cresima-che fra poco vi saranno presentati - per essere aiutati capire questi discorsi certo difficili ma importantissimi per la vita della famiglia che vuol dire la vita della società, per la vita dell'umanità intera.

E vorrei farmi aiutare da voi ragazzi per capire in fondo solo una parola, è quella che pensa Dio quando all'inizio crea l'uomo e la donna. E proprio la prima riga della prima lettura: Il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». Questa è l'idea che Dio ha in mente quando ha creato l'uomo che vuole mettere accanto a lui un aiuto che gli corrisponda che questa è la donna.

Allora chiedo a voi ragazzi cosa vuol dire corrispondere, cosa è un aiuto che corrisponda? Mi sapete rispondere? Io per far capire questo verbo mi sono abituato a fare una domanda che faccio a voi ragazzi: quante mani avete? Loro che hanno fatto tanti anni di catechismo sanno rispondere: due mani. È sbagliato. Quante mani abbiamo? Abbiamo una mano destra e una mano sinistra. Non sono due mani uguali ma si corrispondono e lo capiamo quando le mani si uniscono. Corrispondono esattamente ma non sono uguali. Lo capiamo quando si stringono, quando devono aiutarsi come importante avere due mani che si corrispondono. Uno potrebbe avere anche due mani destre? Io dico sì, però ha bisogno di aiuto e siamo pronti per aiutarlo. Potrebbe avere una mano sola? Può succedere ed ha ancora più bisogno di aiuto. E se uno per un malaugurato incidente perdesse una mano, e oggi la chirurgia può attaccare una mano, se perde la mano cosa attacca? La mano destra e non una sinistra.

Mi sembra che siano discorsi chiarissimi. Queste sono le mani ma questo è anche il corpo dell'uomo e della donna. Non sono uguali ma si corrispondono e lo capiamo quando si devono unire. Capiamo che il corpo dell'uomo è fatto per il corpo della donna e così si possono abbracciare, aiutare, sostenere, dalla loro unione nasce la vita. Pensate come è bello sapere che Dio ci ha fatto corrispondenti.

E da questo possiamo dedurre tutto il resto. È bello maschio e femmina, uomini e donne, è bello sapere che in questo modo possiamo aiutarci, sostenerci , davvero abbracciarci . Da questo nasce la vita. E se uno non è così lo vogliamo aiutare perché possa scoprire che nel corpo che il creatore ha fatto c'è un progetto, un progetto di vita, un progetto di amore, un progetto di solidarietà.

Ecco, guardando al nostro corpo noi capiamo il progetto che Dio ha su ogni uomo e su ogni donna, il progetto che è la famiglia. Per questo è tanto importante quello che dice Gesù: ciò che Dio ha unito l'uomo non lo separi. E se qualche volta c'è, in verità ci sono, qualche problema vorrei dire siamo pronti per aiutare, per riconoscere ad ogni persona la dignità di figlio di Dio, perché ogni persona possa realizzare la sua vocazione è il progetto che Dio ha su ciascuno di noi prima che nascessimo .

E questo è il dono dello spirito, il dono che voi ragazzi riceverete, quello di potere alla sua luce conoscere il progetto di Dio, la vostra vocazione. Questo è anche il dono che Dio fa all'uomo e alla donna, effondere il suo spirito perché la loro unione diventi sacramento, segno efficace dell'amore di Gesù per la Chiesa.

E ringraziamo il Signore che proprio in questo ci dona la possibilità di riconoscere il suo progetto che in qualche modo anche in quelli che non leggono il Vangelo, non leggono la Bibbia ma se guardano al corpo dell'uomo e della donna riconoscono il progetto del creatore.

E chiediamo su tutti il dono dello spirito perché riconoscendole e aderendo alla sua volontà possiamo dare ad ogni famiglia, all'umanità intera questo tesoro di vita e di amore.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Sabato 10 Novembre 2018 18:28  

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