La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Home La Parrocchia Parola attraverso le omelie XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 ottobre 2018

Ger 31,7-9, Dal Salmo 125 (126), Eb 5,1-6, Mc 10,46-52

Rabbunì, che io veda di nuovo!

Io sono molto contento quando c’è un bambino da battezzare, oggi poi che ce ne sono quattro la mia gioia è quadruplicata.

Il numero quattro torna con insistenza in questa domenica, così come ci siamo abituati a viverla qui in S.Bartolomeo, perché è anche la quarta domenica del mese e ad animarla sono i ragazzi del catechismo di quarta elementare e sono loro che ci aiutano a capire la grazia, la gioia di questo giorno e l’insegnamento che Gesù vuole trasmetterci nel Vangelo.

Allora comincio con una domanda fatta ai ragazzi di quarta elementare: che cosa c’è sull’altare oggi? C’è un grande mazzo di fiori bianchi che parlano del battesimo, come pure abbiamo adornato di fiori bianchi il fonte battesimale e il cero pasquale. C’è pure un candeliere che poggia su un fondo nero e nel candeliere ci sono una grossa candela accesa e quattro candele spente.(continua a leggere)

Cosa rappresentano quelle quattro candele? Sono i bambini: Guglielmo, Ettore, Azzurra, Ginevra, che stanno per ricevere il battesimo e quelle quattro candele verranno accese proprio nel momento in cui questi bambini riceveranno il battesimo, per capire la cosa più importante.

Che cos'è il battesimo? Sapete, il nome più antico del battesimo è illuminazione, perché è il passaggio dalle tenebre, che abbiamo rappresentato con quel panno nero, alla luce che è Gesù e il battesimo ci dona la stessa luce che è Gesù, Gesù risorto. Da quella luce grande, che è nel centro, saranno accese le quattro candele.

Allora noi abbiamo capito anche che cosa ci dice oggi il Vangelo. Il Vangelo di oggi parla della guarigione di un cieco, a cui Gesù ridona la vista. Chi rappresenta quel cieco? Dobbiamo dare la stessa risposta: questi bambini, anzi tutti noi.

E quale è la vista che Gesù ci dona, qual è la luce che ritroviamo? È la luce della fede. Anche durante il battesimo, sempre, non solo oggi, si accende una candela dal cero pasquale e la si dà in mano al papà e alla mamma, ai padrini di questi bambini, perché la luce è il segno della fede e anche il segno della gioia di chi splende della grazia di Cristo Gesù.

Mi piacerebbe fermarmi a lungo a parlare di questa bellissima pagina del Vangelo. So che siamo un po’ in ritardo, cerchiamo di farlo un po’ di fretta.

Come fa questo cieco a incontrare Gesù, lui che non ci vede? Questo cieco non ci vede, ma è capace di ascoltare e ascolta la folla dei discepoli di Gesù che gli dice “passa Gesù Nazareno”. Chi sono questi discepoli di Gesù che rispondono alle prime domande del cieco? Sono i genitori e i padrini. Questi bambini ora non conoscono Gesù, ma cominceranno a conoscerlo se i loro genitori, i loro padrini parleranno loro di Gesù.

Sentendo che passa Gesù Nazareno, questo cieco comincia a gridare “Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me “. Ha capito bene questo bambino quello che gli avevano detto i suoi genitori? Ha capito molto di più, perché qui la folla gli dice “ passa Gesù Nazareno “ e lui grida “ Gesù, figlio di Davide “ e quel cieco che non vedeva in realtà capisce più di tutti e questo è il grande dono che va oltre quello che anche i genitori riescono a trasmettere.

I genitori trasmettono la vita, ma il battesimo ci trasmette la vita eterna, la grazia. Questi bambini per la grazia del battesimo non sapranno solo che Gesù viene da Nazareth, ma che Gesù è il figlio di Davide, il Messia atteso, il Salvatore del mondo, è Lui che ci porta la salvezza.

Allora io non mi dilungo: per capire il Vangelo guardate questi bambini, anzi guardate queste famiglie.

Qual è la conclusione del Vangelo, qual è la conclusione del battesimo? Quello che leggiamo proprio come ultima riga “e subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada”. Il battesimo ci dà la luce della fede, ma soprattutto ci insegna a seguire Gesù, a camminare sulla via che Gesù ha percorso, cioè ad amarci come lui ci ha amato.

(Dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Sabato 03 Novembre 2018 17:36  

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