La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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I DOMENICA DI AVVENTO

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I DOMENICA DI AVVENTO

2 dicembre 2018

Ger 33,14-16, dal Sal 24, 1Ts 3,12 - 4,2, Lc 21,25-28.34-36

La vostra liberazione è vicina.

Oggi è la prima domenica di Avvento, ma è anche la prima domenica di dicembre e questo mi fa piacere, perché ogni prima domenica del mese sono i ragazzi di quinta elementare che animano la liturgia: soprattutto guideranno tra poco la nostra preghiera e ci aiuteranno a capire quello che il Signore oggi vuole insegnarci.

Poi è anche la domenica in cui siamo allietati dal coro dei Filippini che formano con noi un'unica comunità e una volta al mese celebrano insieme con noi l'Eucarestia.

Poi, come 2 dicembre, è l'anniversario di matrimonio di Gianluca e Lara e questo ci servirà per iniziare a vivere meglio questo tempo di Avvento. (continua a leggere)

Infine, come prima domenica di Avvento, e per tutte le quattro domeniche di Avvento, la Messa di mezzogiorno sarà cantata. Oggi verrà cantata una Messa di Claudio Monteverdi da un grande coro, che è già arrivato ed é di là che sta facendo le ultime prove.

Sono tutte sottolineature che vogliono farci capire davvero tutta l'importanza di questo giorno.

Visto che ho qui i ragazzi di quinta elementare, che ormai sono pronti per la Cresima, cominciamo con loro. Cosa vuol dire Avvento? Avvento significa venuta e anche attesa, come avete suggerito: è giusto, perché attendiamo chi deve venire, Gesù. Quando viene Gesù? Viene a Natale e l'Avvento è il tempo che ci prepara al Natale, ma Gesù verrà ancora, certo a Pasqua ricordiamo la sua morte e la sua resurrezione, verrà alla fine del mondo, quando tornerà nella sua gloria per prenderci con sé nel suo Regno glorioso.

Giustamente uno di voi ricordava che l'Avvento è il tempo dell'attesa, attendiamo Gesù che viene ed è per questo che sull'altare come segno abbiamo messo quattro candele: ogni candela rappresenta una domenica, una settimana. Oggi abbiamo acceso la prima, perché è la prima domenica di Avvento, domenica prossima accenderemo anche la seconda, poi la terza e la quarta e, quando la luce sarà piena, è quello il momento in cui viene il Signore. Saremo ormai a Natale ed è un significato meraviglioso questo. La nostra attesa non va verso la fine, ma va verso la pienezza della luce. Noi attendiamo con speranza, con gioia il Signore che viene.

Oggi, alla fine della Messa tutti i ragazzi del catechismo riceveranno le quattro candele dell'Avvento da portare a casa: si accendono la domenica, ma non solo, si accendono tutti i giorni durante la preghiera della sera; le quattro candele dell'Avvento sono un modo per vivere in famiglia l'attesa del Signore che viene.

Allora sono stato molto contento che oggi a Messa con noi ci sia una famiglia, il papà, la mamma, le due figlie e ho chiesto loro alla fine della Messa di dare a voi ragazzi un pacchettino: ringrazio la signora Graziella che ha fatto per tutti un pacco regalo, con quattro candele che sono da portare a casa per vivere in famiglia l'Avvento.

Ogni sera è bello che la famiglia si raduni insieme. Io vi auguro che tutte le sere le famiglie si radunino insieme per un momento di preghiera. Il tramonto, quando si va a dormire, deve essere un momento di unità e di pace e non c'è niente di più bello che raccogliersi insieme per ringraziare il Signore della giornata, per invocare il suo aiuto nei momenti di difficoltà, per ravvivare la nostra speranza.

In fondo questi sono gli insegnamenti che questo tempo di Avvento ci offre, come abbiamo ascoltato nella pagina del Vangelo, che ci parla dell'ultima venuta di Gesù alla fine del mondo e qualcuno pensando alla fine si spaventa, ma dice Gesù: quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi ed alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.

Noi viviamo questa attesa della fine non nella paura, ma con speranza e la candela che accendiamo è un simbolo della nostra speranza, è un simbolo anche del nostro impegno, come abbiamo detto nella preghiera iniziale: per andare incontro con le buone opere al Signore che viene. E questo vale per tutti, vale in particolare per le famiglie.

Allora è quello che chiederò alla famiglia che ho qui accanto all'altare. L'ho invitata qui, perché erano qui nel giorno del loro matrimonio - erano anni di fantasia creativa anche nella liturgia - ed oggi sono qui non solo loro, ma anche le figlie e appena finita l’omelia li inviterò a rinnovare le promesse del loro matrimonio non più da soli ma insieme alle loro figlie.

Ecco, sia questo il modo con cui iniziamo l’Avvento, rinnovando l'impegno personale e famigliare che si ravviva ogni giorno nella preghiera, per andare incontro con le buone opere al Signore che viene a salvarci.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Dicembre 2018 16:58  

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