La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Home La Parrocchia Parola attraverso le omelie BATTESIMO DEL SIGNORE 13 Gennaio2019

BATTESIMO DEL SIGNORE 13 Gennaio2019

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BATTESIMO DEL SIGNORE

13 Gennaio2019

Is 40,1-5.9-11, dal Sal 103, Tt 2,11-14; 3,4-7, Lc 3,15-16.21-22

Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì.

 

Io sono molto contento che oggi ad animare la liturgia ci sia questo coro dei bambini e dei ragazzi, perché, come avete sentito, sono molto bravi non solo a cantare, sono bravi anche a catechismo, perché fanno le prove il giovedì, che per la maggior parte di loro è il giorno del catechismo. Sono contento, perché posso rivolgermi anche a loro per essere aiutato a capire il significato e la grazia della festa che celebriamo oggi. (continua a leggere)

 

Comincio col dire che per ricordarvi che festa è oggi basta guardare sull'altare: il battesimo di Gesù, che si immerge nelle acque del fiume Giordano e Giovanni Battista che lo battezza.

 

A questo punto devo farvi una domanda molto difficile: Gesù aveva bisogno di essere battezzato? Siete bravissimi: no, non aveva bisogno, perché il battesimo di Giovanni era un battesimo di penitenza, di conversione per il perdono dei peccati .

Gesù aveva dei peccati da farsi perdonare? No, anzi è lui che perdona i peccati del mondo, non aveva certo bisogno e, allora, perché Gesù vuole essere battezzato? Perché vuole essere una persona qualunque. Sì, è molto vicina al vero questa risposta e io dico perché ha voluto fare come avete fatto voi.

Per questo avete scelto di formare il coro dei bambini; io penso che voi che diciate: la domenica è un giorno di festa, l'Eucarestia, la Messa della domenica deve essere sempre piena di gioia, è brutto quando nessuno canta; qualche volta succede che anche qui non ci sia nessuno che canta e la Messa della domenica senza canti è proprio una Messa un po' triste. Qualcuno potrebbe dire: che brutta parrocchia, ma come non sanno fare!

Voi avete detto così? Allora avete deciso ‘mi impegno io, mi assumo l'impegno e anche la responsabilità di essere io a cantare per rendere gioiosa, bella la Messa della domenica, perché la domenica sia davvero un giorno di festa, l'incontro tra i fratelli che si vogliono bene’.

Ecco, Gesù si è fatto battezzare, perché ha fatto lo stesso ragionamento.

Anche Gesù sa che le cose al mondo non vanno tanto bene e poteva dire ‘come è brutto venire nel mondo, ci sono guerre e violenze’ e avrebbe potuto accusarci, lamentarsi, invece ha detto: ‘vado io, prendo su di me il male del mondo e io per primo mi impegno anche a nome degli altri’.

Certo per cantare bisogna impegnarsi, bisogna fare le prove, bisogna allungare il tempo di catechismo, bisogna venire a Messa la domenica, certo è un impegno, ma è così che si trasforma il mondo, che si trasforma anche la parrocchia.

Quando qualcuno, vedendo che le cose non vanno bene, non dà la colpa agli altri - magari ce l’hanno - ma dice ‘vengo io, per prendere su di me anche questo impegno, perché so che quell'impegno diventa l'inizio di una vita nuova, la sorgente di una gioia che cresce’.

Sarà proprio questo il segno che riceverete. Fra poco, quando avrò finito di parlare, di fare l’omelia, e dopo qualche momento di silenzio, la vostra maestra di canto, Emilia, verrà qui al microfono per presentarvi e io sarò ben contento di accogliervi e vi chiamerò davanti all'altare in fila indiana, accompagnati dal papà o dalla mamma o dal catechista o dalla nonna, da qualcuno che vi presenta, dicendo forte il vostro nome, e io vi farò indossare quella tunica gialla che é segno della luce, della gioia, dicendo ‘ricevi questa tunica, segno del tuo servizio nel coro: sarà come vedere il sole che splende, segno della luce e della gioia. Canta con la bocca, canta con la vita la lode del Signore e la gioia del bene’. Dopo tornerete al vostro posto e davvero sarà come vedere il sole che splende, vedendovi rivestiti di questa tunica gialla.

Questo è il significato del battesimo di Gesù, ma è anche il significato del nostro battesimo, cioè del compito, del servizio che il cristiano e tutta la Chiesa è chiamata ad assumere nel mondo. Anche quando il mondo va male, il cristiano non dice ‘come sono cattivi', ma dice ‘vengo io, iniziando da me a portare la fraternità, la giustizia, la pace’.

Questo è il servizio della Chiesa nell’umanità, nella storia.

Allora è un giorno che ci riempie di speranza, come questo coro dei bambini che cresce, che impara a cantare e che riempie di gioia la nostra Eucarestia, la nostra umanità .

Anche noi come cristiani, come battezzati vogliamo riempire di speranze, di pace l'umanità intera.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Maggio 2019 16:57  

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