La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

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II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

20 gennaio 2019

Is 62,1-5, dal Sal 96, 1Cor 12,4-11, Gv 2,1-11

Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù.

Io sono molto contento della presenza oggi in mezzo a noi di Marco, un ragazzo di origine equadoregna che riceverà il battesimo la prossima Pasqua nella nostra chiesa, perché qui in questa chiesa si danno appuntamento diverse comunità latinoamericane: ecuadoregni, peruviani e per questo i canti che avete ascoltato non sono solo in italiano ma in spagnolo, cantati dal coro delle Voices Latinas, che è uno dei tanti cori della nostra comunità parrocchiale, che ringrazio.

Sono anche contento che oggi siano presenti in chiesa i ragazzi di terza elementare. Anche loro si stanno preparando a ricevere un Sacramento bellissimo, la prima comunione, anzi fra loro ci sarà uno che tra circa due mesi riceverà il battesimo e questo ci aiuta a riscoprire tutti il grande dono del battesimo. (continua a leggere)

Questa é una delle sottolineature che questa domenica ci invita a cogliere.

 

Poi c'è un altro anniversario importante: oggi é presente Federico che ricorda un anno da quando è diventato chierichetto. Lo vive come un grande anniversario e ha ragione, perché servire il Signore è la cosa più bella che ci sia, stare accanto a Lui all’altare, in particolare durante la celebrazione dell'Eucarestia.

Così posso un po’ approfittare dei ragazzi, di Federico, di Marco per chiedere: che cosa attira la vostra attenzione oggi in chiesa, che segno c'è oggi diverso dal solito?

Penso che tutti vediate questo leggio che abbiamo voluto mettere proprio al centro della chiesa, su cui è aperto il libro del Vangelo. Lo abbiamo messo, perché siamo nella settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, che ogni anno si tiene tra il 18 e il 25 gennaio.

L'unità dei cristiani è il bene più grande e Gesù stesso ha pregato perché tutti i cristiani, tutti i suoi discepoli siano uniti. Solo se siamo uniti possiamo dare al mondo una testimonianza credibile di essere figli di Dio, di essere fratelli tra di noi. Proprio per questo dobbiamo essere uniti ed è il battesimo che ci rende tutti figli di Dio, ci rende l'unica famiglia dei figli di Dio. Anche se parliamo lingue diverse, se apparteniamo a tradizioni diverse, a culture diverse il battesimo ci rende l'unica Chiesa del Signore.

Tutti i cristiani si riconoscono nell'unico Vangelo di Gesù, la buona notizia della salvezza.

È per questo che la settimana di preghiera per l'unità dei cristiani è iniziata proprio qui nella nostra chiesa venerdì 18 gennaio con la lettura continua del Vangelo. Venerdì nella nostra Chiesa abbiamo letto di seguito tutto il Vangelo di Marco, ieri nella chiesa di San Vitale qui accanto tutto il Vangelo di Matteo, oggi nella chiesa evangelica di via Venezian si leggerà tutto il Vangelo di Luca e domani di nuovo qui nella nostra chiesa dalle 16,30 in poi tutto il Vangelo di Giovanni.

Siamo tutti figli di Dio, fratelli tra di noi per la grazia del battesimo, tutti chiamati ad annunciare e testimoniare il Vangelo di Gesù.

Vorrei farvi ancora una domanda e concludere con questa: che cosa ci spinge ad essere cristiani? Perché Marco ha sentito il desiderio di ricevere il battesimo ? Perché questi ragazzi si stanno preparando alla prima comunione ed uno anche al battesimo, che cos'è che ci spinge? La risposta la troviamo nella pagina del Vangelo che abbiamo ascoltato, il racconto delle nozze di Cana, dove Gesù ha compiuto il primo segno, cambiando l'acqua in vino ad un banchetto di nozze. Maria, la madre di Gesù che era presente, si era accorta che non avevano più vino e si rivolge Gesù. A me piace fare questa domanda: era necessario che Gesù cambiasse l'acqua in vino? No, perché se uno ha sete può dissetarsi con l'acqua, già l'acqua è un bene pur preziosissimo, perché anche darsi da fare per il vino?

Proprio perché è una cosa per così dire superflua, non strettamente necessaria alla vita, ci fa capire che cosa significa essere cristiani, che cosa ci spinge a seguire Gesù, perché Gesù non si accontenta dell'acqua, cioè di quello che è indispensabile alla sopravvivenza, che è già tanto, Gesù vuole che nella nostra vita non venga a mancare anche il vino. Il vino è il segno della festa, della gioia, anche della ebbrezza.

Ecco, questo è il Vangelo, questo è il lieto annuncio. Il cristiano è spinto a seguire Gesù, perché vuole che la sua vita non sia solo dissetata dall'acqua, ma possa avere il vino per fare festa, per rallegrarsi insieme.

Questo é il grande segno che Gesù ha compiuto non solo alle nozze di Cana, ma che Gesù rinnova ogni volta che celebriamo l’Eucarestia, donandoci pane e vino, non pane e acqua, donandoci se stesso, il suo corpo e il suo sangue, come il dono supremo che Dio ci fa, perché non solo ogni uomo abbia la vita ma abbia anche la gioia.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Maggio 2019 16:54  

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