La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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V DOMENICA TEMPO ORDINARIO

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V DOMENICA TEMPO ORDINARIO

10 febbraio 2019

Is 6,1-2a.3-8, dal Sal 137, 1Cor 15,1-11, Lc 5,1-11

Lasciarono tutto e lo seguirono.

 

Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria: é questo il ritornello del salmo responsoriale, che abbiamo ripetuto e che mi è sembrato molto adatto oggi, perché a cantare al Signore è questo meraviglioso coro dei bambini.

Cantiamo al Signore, grande è la sua gloria. Io vorrei chiedere a voi ragazzi: Ma voi avete visto la gloria del Signore, che cos'è la gloria del Signore? Penso che capiate che questa domanda trova risposta nelle letture che abbiamo ascoltato e un aiuto potrebbe essere suggerito da quello che vedete sull'altare, che oggi è abbastanza strano e molto vistoso. (continua a leggere)

Che cosa abbiamo messo sull'altare? Le rose, certo, in qualche modo i fiori ci sono tutte le domeniche, ma cosa c'è di diverso oggi? Penso lo vedano anche gli adulti, non solo voi che avete gli occhi buoni, c’è la croce, sì - è un elemento importante - e c’è la nostra chiesa, quel plastico della nostra chiesa che è stato fatto per il presepio e che oggi ho voluto rimettere sull'altare. Poi c'è dell’azzurro: è un manto. L’ho messo per rappresentare quello che abbiamo ascoltato nella prima lettura e mi è parsa un'immagine bellissima raccontata dal profeta Isaia. Proprio le prime parole della prima lettura: “Nell'anno in cui morì il re Ozia io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato, i lembi del suo manto riempivano il tempio”. il profeta Isaia descrive così quel momento straordinario in cui nel tempio di Gerusalemme ha visto il Signore. Anche noi siamo venuti nel tempio, nella chiesa, che è il luogo dove Dio abita, e anche noi vorremmo vedere il Signore .

 

Che cosa ha visto Isaia? Lo descrive con un’immagine meravigliosa: vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato, un trono altissimo, e i lembi del suo manto riempivano Il tempio. Riuscite a capire cosa sono i lembi del manto? I lembi sono la punta finale del mantello. E pensate: bastavano i lembi del mantello per riempire tutto il tempio.

Fate le proporzioni: come era grande, come era alto il trono del Signore! Era così grande, che non se ne vedeva la fine .

È questa l’immagine bellissima che Isaia contempla e che gli fa capire che il tempio, la dimora del Signore - ma certo il Signore è più grande del tempio - è così grande che il lembo del suo manto riempie tutto il tempio.

Perché anche noi sappiamo che il Signore è qui, è davvero qui, ma i nostri occhi non sono capaci di vedere come é grande e alto, perché il Signore siede su un trono altissimo. Mi è venuto in mente qual è il trono alto ed elevato da cui il Signore regna, è la croce di Gesù:

Lui che ha voluto essere innalzato da terra per esprimere il suo potere su tutto l'universo e il potere del Signore è il potere di salvare l'umanità intera.

La croce è il trono del Signore e a partire dalla croce questo manto molto bello, pieno di stelle che rappresenta il manto del Signore, che avvolge la nostra chiesa, entra dentro la nostra chiesa e i lembi spuntano fuori, perché quello che ha visto Isaia è quello che anche noi abbiamo la grazia di sperimentare, quando veniamo qui.

Questo è il nostro tempio, dove incontriamo il Signore, non perché i nostri occhi lo vedono: è troppo grande, niente può contenere il Signore. Lui è l'infinito, l'eterno, l'onnipotente, ebbene Lui, il Signore è qui, è presente.

Isaia sente che i cherubini - sono gli angeli - proclamano l'uno all’altro, dicendo “ Santo, santo, santo il Signore, Dio degli eserciti, tutta la terra è piena della sua gloria “. Lo sentiremo anche noi fra poco, perché sarete proprio voi ragazzi del coro che canterete il canto dei cherubini. La liturgia ha conservato nella Messa queste parole che sono le parole, il canto degli angeli, “Santo, santo, santo è il Signore, tutta la terra è piena della sua gloria.

Come facciamo a renderci conto che il Signore è qui presente? Come ha fatto Isaia, ascoltando la sua Parola. Noi non vediamo con gli occhi, abbiamo però il grande dono di ascoltare la Parola del Signore. È questo che ci permette di entrare in relazione con Dio. È Lui che ci chiama, è Lui che ha un messaggio per noi .

Lo dice Isaia “Poi io udii la voce del Signore che diceva: chi manderò e chi andrà per noi? Ed io risposi: Eccomi, manda me.”.

In queste parole sta racchiuso tutto quello che è l’esperienza dell’incontro con Dio, la scoperta che Dio ha bisogno di noi. Chi manderò, chi andrà per noi? Dice il Signore.

Lui, che è l’onnipotente, l'eterno, l'infinito, che riempie l'universo della sua gloria, si rivolge a noi per chiederci: chi manderò? Vorrei che ciascuno di noi potesse rispondere come ha risposto Isaia: eccomi, manda me.

Anche voi, ragazzi del coro, ragazzi del catechismo, anche noi adulti capiremo la grazia che ci è data se, ascoltando ogni domenica alla Messa la Parola del Signore, sapremo rispondere in questo modo: eccomi, manda me. Quella Parola, che il Signore ci rivolge, è una Parola rivolta a me, in prima persona e, quando ci mettiamo in questo atteggiamento, capiamo che cosa vuol dire essere cristiani, cosa vuol dire essere discepoli del Signore, essere noi mandati oggi dal Signore per realizzare il suo progetto di salvezza sul mondo, perché nel mondo si diffonda la gloria del Signore, che è il suo potere di salvezza, perché ogni uomo conosca che Dio è padre, che in lui noi siamo fratelli, che siamo chiamati a vivere nella pace, nella giustizia, nella gioia. Dio ha bisogno di noi.

Allora vorrei lasciare questa Parola, in particolare a voi ragazzi, ma anche a tutti noi. Nel silenzio che faremo per qualche momento, dite anche voi al Signore: eccomi, manda me.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Marzo 2019 17:59  

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