La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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VI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

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VI DOMENICA TEMPO ORDINARIO

17 febbraio 2019

Ger 17,5-8, dal Sal 1, 1 Cor 15,12.16-20, Lc 6,17.20-26

Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.


Sono molto contento che oggi Lupo abbia iniziato il suo cammino di preparazione al battesimo, che riceverà fra un mese esatto, domenica 13 marzo, la terza domenica di marzo, come oggi è la terza domenica di febbraio. Non è la prima volta che Lupo viene in chiesa, perché frequenta già il catechismo insieme ai suoi compagni di terza elementare e abbiamo scelto questo giorno perché la terza domenica del mese sono i ragazzi di terza elementare che devono animare la Messa. Non ci sono proprio tutti, tutti ma una buona rappresentanza dei ragazzi di terza elementare, che sono quelli che si stanno preparando alla prima comunione. Anche Lupo, una volta ricevuto il battesimo, potrà prepararsi e partecipare alla comunione.

Sono molto contento, non solo perché la decisione di Lupo e della sua famiglia ci riempie di gioia, ma anche perché ci aiuta tanto a capire l’insegnamento di Gesù, quella parola che Gesù oggi ci ha rivolto nel Vangelo. (continua a leggere)

 

Non so cosa sia sembrato a voi - non è subito facile da capire - ma la presenza di Lupo e dei suoi amici che si preparano al battesimo e poi alla comunione ci fa capire il significato delle parole di Gesù, ci fa capire che sono un dono grande per noi e per il mondo intero.

 

Cosa ci ha detto oggi Gesù? Abbiamo ascoltato le beatitudini, Gesù che dice ‘beati i poveri, beati quelli che hanno fame, beati coloro che piangono’. Gesù lo dice, ma è proprio vero che i poveri sono beati, che sono beati quelli che hanno fame? Io direi di no! La povertà è causa di tanti problemi, la fame fa dirittura arrivare alla morte. Come può Gesù dire ‘beati voi poveri’? Sembra un controsenso.

Allora dobbiamo cercare di capire meglio il significato di queste beatitudini. Un po' lo capiamo continuando ad ascoltare Gesù, continuando a leggere il Vangelo, perché dopo aver detto ‘beati voi poveri’ Gesù dice ‘ma guai a voi ricchi, guai a voi che ora siete sazi’.

Accanto alle beatitudini Gesù proclama anche questi “ guai” e ci fa capire che la povertà non nasce per caso, non è perché uno è nato povero che è colpa sua essere povero. La povertà è causata dalla ricchezza di quei ricchi che pensano solo a se stessi. Oggi questa è la situazione del mondo, in un mondo in cui pochi ricchi diventano sempre più ricchi e molti poveri diventano sempre più poveri. La povertà, la fame, molta parte della sofferenza sono frutto di ingiustizia, di una ricchezza che è soltanto accumulo e non condivisione, di una sazietà che rimane insensibile di fronte alla fame di tanti altri.

Allora capiamo che quando Gesù dice ‘beati voi poveri’ non esalta la povertà, non esalta la fame, perché sappiamo bene che Gesù ha compiuto addirittura dei miracoli, moltiplicando i pani per sfamare la folla affamata. Gesù non vuole che qualcuno rimanga affamato.

Gesù dice ‘beati voi poveri’, perché prende decisamente posizione e si mette dalla parte dei poveri, si mette dalla parte degli affamati per annunciare loro la speranza che viene dal Vangelo, che Dio stesso si è fatto povero per arricchirci tutti. Dio stesso ha avuto fame e sete di noi per saziarci con il suo pane e con quella bevanda che è il sacramento del sangue versato per noi sulla croce.

Essere discepoli di Gesù vuol dire anche per noi metterci decisamente dalla parte dei poveri, degli affamati, degli oppressi per annunciare loro la liberazione che il Vangelo ci insegna.

Ma vorrei soprattutto sottolineare un fatto che proprio Luca, Lupo e i suoi compagni ci ricordano, perché Gesù nel Vangelo dice non in generale ‘beati i poveri’, ma beati ‘voi’ poveri e questo ‘voi’ sono i discepoli di Gesù, sono quelli che ascoltano l'insegnamento di Gesù, che riconoscono Gesù come il maestro.

Allora questi sono i ragazzi del catechismo, quelli che ascoltano Gesù come maestro, questi siamo noi che partecipiamo alla Messa. ‘Beati voi poveri’ dice Gesù, beati noi e lo capiamo perché è proprio l'essere qui per ascoltare Gesù come maestro, per partecipare alla Messa che ci dona la grazia grande di fare la comunione e la comunione è spezzare il pane tra di noi, quel pane che è il corpo del Signore, quel pane che è il cibo per la vita di ogni giorno.

Questo è ciò che caratterizza, che deve caratterizzare i discepoli di Gesù, è questo che si impara a catechismo.

Fare la comunione non è un bel rito, fare la comunione è imparare a spezzare il pane tra di noi, il pane del cielo e il pane della terra.

Allora davvero se ci mettiamo veramente dalla parte dei poveri capiamo la grazia grande di essere invitati addirittura al banchetto, il banchetto dell'Eucarestia, di essere invitati a condividere tra di noi il pane del cielo per imparare a condividere il pane della terra. E se facciamo così nella verità, noi discepoli di Gesù diventiamo l'inizio di un'umanità nuova, un’umanità di fratelli che condivide le risorse della terra e del cielo e per questo fa festa.

La Messa della domenica è il grande segno della festa a cui tutti gli uomini sono invitati, il segno del banchetto a cui tutti i popoli sono chiamati, perché condividendo le risorse della terra possiamo condividere nella gioia anche le risorse del cielo, il nostro essere figli di Dio.

Allora vogliamo ringraziare tutti il Signore, io ringrazio anche Lupo e i suoi genitori e come segno consegnerò fra poco a Lupo il Vangelo, perché ascoltando la parola del Vangelo come discepolo, continuando a frequentare il catechismo possa crescere nella fede e anche nella gioia, perché la comunione con Gesù diventi sorgente di comunione anche tra di noi, di amicizia, di impegno per la giustizia, di pace, perché quello che celebriamo nel Sacramento diventi la testimonianza e l'esperienza, la gioia di tutta la nostra vita.

(dall’omelia di Don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Marzo 2019 17:58  

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