La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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V DOMENICA QUARESIMA

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V DOMENICA DI QUARESIMA

7 aprile 2019

Is 43,16-21, dal Salmo 125, Fil 3,8-14, Gv 8,1-11

Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.

Mi fa sempre piacere avere i ragazzi del catechismo, perché vorrei sempre poter iniziare con loro a capire il Vangelo.

Il punto di partenza anche questa domenica è quello che vedete sulla mensa eucaristica. Cosa c'è oggi? C’è una candela, una rosa rossa e tanti sassi.

Il perché lo capiamo se ci ricordiamo quello che abbiamo appena ascoltato dal Vangelo.

La candela rappresenta Gesù, sempre, è Lui la luce.(continua a leggere)

 

Accanto alla candela c'è una rosa, che rappresenta la donna di cui ci parla il Vangelo. Proprio nel momento in cui tutti hanno lasciato cadere le pietre e i sassi che avevano preso per cercare di lapidarla, Gesù aveva detto: “Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei”. E uno alla volta, cominciando dai più anziani, avevano lasciato cadere i sassi e se ne erano andati ed era rimasto solo Gesù con questa donna.

 

E’ quello che ho cercato di esprimere anche oggi per metterlo al centro dell'insegnamento che il Vangelo ci rivolge in questa ultima domenica di Quaresima, prima di iniziare con la Settimana santa le grandi celebrazioni pasquali.

Mi piace ricordare una frase di Sant'Agostino che, commentando questa pagina del Vangelo, dice “rimane solo la misericordia e la misera”. Gesù è la misericordia, questa donna che rappresenta tutta l'umanità, tutti noi è la misera.

Forse qualcuno si ricorda che Papa Francesco ha proprio preso queste parole di Sant'Agostino per il documento che ha concluso l'Anno Santo Straordinario della Misericordia, in latino, ma un latino che si capisce bene.

Misericordia et misera: capiamo da questa pagina del Vangelo cosa significa misericordia. Non è soltanto la bontà, non è dire va tutto bene, non è chiudere gli occhi davanti al male, davanti ai peccati, ma è fare come ha fatto Gesù. Ricordiamo le ultime parole della pagina del Vangelo “Gesù disse: neanch'io ti condanno, va’ e d'ora in poi non peccare più”.

D'ora in poi non peccare più. Gesù sa che questa donna aveva peccato, ma non si mette a questionare sul peccato. Oltretutto, secondo la legge del tempo veniva condannata solo la donna, mentre c’era almeno un altro uomo con lei: perché questa discriminazione?

È ingiusto condannare la donna e non l'uomo, è ingiusto, ma Gesù non fa questi discorsi, Gesù dice: “io non ti condanno, vai e d'ora in poi non peccare più”, perché è in questo modo e solo in questo modo che abbiamo la possibilità di cominciare una vita nuova, se prima abbiamo fatto esperienza di un amore gratuito come è l'amore di Gesù, l'esperienza di chi riconosce la nostra dignità di uomo, di donna, tutti uguali davanti a Dio, di chi non giudica, ma crea le condizioni perché sperimentando di essere amati si impari ad amare. Tante volte il peccato, l’adulterio sono la ricerca sbagliata di un amore.

L'amore vero è quello che ci dona Gesù, un amore gratuito, un amore che perdona e che salva. Ed è per questo che anche oggi siamo venuti a Messa, perché così per il cristiano inizia la settimana. Sapete che il sabato e la domenica non sono il weekend per i cristiani, ma la domenica è il primo giorno della settimana, perché la settimana inizia bene se inizia facendo l'esperienza dell'amore gratuito del Signore.

L’Eucarestia è questo, Gesù ci aspetta per farsi mangiare, ci aspetta come pane nell'Eucarestia, non dice niente, ma si dona per farci capire che questo è il suo desiderio, che noi possiamo saziarci, possiamo crescere, possiamo diventare forti, possiamo iniziare non solo una settimana nuova, ma una vita nuova.

Questa è la misericordia e ringraziamo davvero il Signore che non si stanca di avere misericordia di noi, non si stanca tutte le domeniche di invitarci a Messa.

Vogliamo imparare a vivere così anche la Pasqua ormai vicina, facendo gesti di amore gratuito. Non so se si può dire, ma uscendo dalla chiesa ci sono in tanti che vi offrono la possibilità di fare un gesto di generosità gratuito, non perché ci si guadagna, ma perché capiamo che soltanto amando per primi si dà la possibilità anche all'altro di rinnovarsi. Ed è questo che ci fa concludere bene la Quaresima, avendo sperimentato il perdono del Signore.

Vi esorto ancora se non l'avete fatto: celebrate il sacramento del perdono, confessatevi prima di Pasqua. E’ un dono grande che ci permette di vivere la Pasqua come un'autentica novità, non perché non c’è il passato, ma perché nuovo è ciò che apre prospettive di speranza, che ci apre alla possibilità di una vita nuova.

Ed è con questo augurio che oggi salutiamo Beyhan, la catecumena che conclude il suo cammino di preparazione al battesimo, lo conclude almeno in forma comunitaria, perché sperimentando anche l'accoglienza di tutti noi possa lasciarsi rinnovare dai sacramenti pasquali, per annunziare al mondo la vittoria di Gesù sul peccato e sulla morte, per testimoniare e diffondere la gioia del Vangelo.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Martedì 09 Aprile 2019 18:04  

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