La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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DOMENICA DI PASQUA – RESURREZIONE DEL SIGNORE

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DOMENICA DI PASQUA – RESURREZIONE DEL SIGNORE

Veglia pasquale nella notte santa

21 aprile 2019

Rm 6, 3-11, Lc 24,1-12

Perché cercate tra i morti colui che è vivo?

“Perché cercate tra i morti colui che è vivo: non è qui, è risorto.”

È questo il grande annuncio che gli angeli danno alle donne, è il grande annuncio che risuona in questa notte santa, la più santa di tutte le notti, la notte di Pasqua.

Io ringrazio molto Beyhan, che ci fa capire che questo annuncio non è solo una notizia di un avvenimento lontano, ma è un annuncio che cambia la nostra vita. (continua a leggere)

 

Beyhan stasera diventa Beatrice, perché questo è il nome nuovo, il nome cristiano che assume con il suo battesimo. Non c'è nome più appropriato di questo: Beatrice significa colei che porta beatitudine, che porta gioia, la grande gioia pasquale che è la caratteristica del cristiani. Il cristiano non può essere triste, perché sa che il Signore è risorto, ha vinto la morte e il peccato.

 

È una gioia vera, non è un’allegria spensierata, è la gioia di chi ha conosciuto anche la sofferenza, il dolore e la solitudine, ma viene consolato da questo grande annuncio: il Signore è risorto e la nostra vita ha un orizzonte nuovo, che è un orizzonte di resurrezione e di vita nuova.

Mi piace sottolineare questo grande passaggio. Pasqua significa passaggio: Beatrice da catecumena diventa neofita. Sono due parole un po' strane, che racchiudono il senso della grazia che riceve. Catecumena è una parola greca che assomiglia a catechismo, che ancora ha nella sua radice, kata eco è colui che fa l'eco, che ripete le parole che sente pronunciare, che imita i gesti che vede fare e Beyhan si è esercitata come catecumena per ripetere le parole del cristiano.

Che cosa dice il cristiano? Dice ‘Padre Nostro’ e ripetendo queste parole impariamo che noi siamo figli, se figli fratelli tra di noi. Ora questo diventa vero per lei e per tutti noi.

E ha imparato a fare quello che fanno i cristiani. Che cosa fanno? Spezzano il pane, lo condividono nella fraternità e questa sera anche Beatrice potrà condividere con noi quel pane che è il pane del cielo, il pane che è il corpo del Signore risorto, sempre vivo e presente nella Chiesa, presente nell'Eucaristia, presente là dove sono due o tre radunati nel suo nome.

Ma oggi da catecumena diventa neofita e neofita significa illuminata. Era questo il nome antico del battesimo, illuminazione: tutta la veglia ci ha fatto capire cosa significa essere illuminati, perché eravamo nella notte, ma Gesù risorto è la luce vera e accendendo la nostra piccola candela al cero pasquale, quando siamo entrati in chiesa, l'abbiamo illuminata con la nostra luce. Poi la chiesa intera si è illuminata in tutto il suo splendore, perché la luce del Signore risorto è più splendente della luce del sole.

Capiamo che questa luce illumina non solo le tenebre della notte del mondo, ma anche le tenebre della morte, ci dà la possibilità di vedere oltre l’orizzonte oscuro della morte, che è il male, il peccato, per darci questa prospettiva di luce, di resurrezione, di vita e di vita eterna, addirittura di gloria.

Ed è quello che Beatrice farà passando attraverso l'acqua, attraverso l'acqua del battesimo. Abbiamo ascoltato nelle letture che il popolo di Israele, passando attraverso le acque del Mar Rosso, è passato dalla schiavitù alla libertà, dalla schiavitù dura dell’Egitto, dalla schiavitù del peccato alla libertà dei figli di Dio.

È la libertà di lodare Dio, di servirlo: è la libertà più grande, perché è la possibilità di scegliere il bene e il bene è Lui, il Signore.

Abbiamo voluto esprimere questo passaggio attraverso l'acqua anche con l'uovo di Pasqua. Quest'anno l'uovo aperto è diventato una barca, che passa attraverso l'acqua e penso che non sia difficile capire le tante allusioni anche all'attualità: questa barca ha come albero la croce del Signore, ha come vela che si lascia gonfiare dal vento la veste candida del battesimo.

Vorremmo anche noi cristiani essere questa barca che raccoglie tutti, che li porta a quel porto sicuro che è e deve essere la Chiesa, che è soprattutto il regno di Dio. Tutto quello che celebriamo nei sacramenti diventa segno vero, se testimoniato nella vita.

Allora ringrazio ancora Beatrice che con la sua gioia, con la sua decisione di ricevere il battesimo, la cresima, di partecipare all'Eucaristia ci fa capire che la Pasqua è vera per ogni uomo in ogni tempo, per chi accoglie questo grande annuncio e lo sperimenta e lo testimonia con la sua vita nuova, perché illuminati da Cristo risorto possiamo diffondere nel mondo la sua luce e la sua speranza.

(dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Luglio 2019 16:18  

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