La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Home La Parrocchia Parola attraverso le omelie GIOVEDÌ SANTO - MESSA IN COENA DOMINI

GIOVEDÌ SANTO - MESSA IN COENA DOMINI

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GIOVEDÌ SANTO - MESSA IN COENA DOMINI

18 aprile 2019

Es 12,1-8.11-14, dal Sal 115, 1Cor 11,23–26, Gv 13,1-15

Li amò sino alla fine.

Io vorrei che fosse sempre così, fosse sempre come questa sera: quello che leggiamo nel Vangelo lo mettiamo in pratica e quello che facciamo qui in chiesa lo testimoniamo al mondo ogni giorno.

Abbiamo ascoltato dal Vangelo che Gesù quella sera mentre si trovava a tavola con i suoi discepoli si alzò da tavola, si tolse la veste, si mise un grembiule e cominciò a lavare i piedi ai suoi discepoli.

Anche noi faremo così. Tra poco mi toglierò questa veste, mi metterò un grembiule e comincerò a lavare i piedi ai discepoli di Gesù, che sono questi ragazzi che vedete davanti a voi, gli amici di Gesù che si stanno preparando per la prima comunione. (continua a leggere)

 

Ed è bello avere come regola “quello che ha fatto Gesù lo facciamo anche noi”.

 

Nella seconda lettura abbiamo ascoltato che in quella stessa notte, la notte in cui veniva tradito, Gesù prese del pane e dopo aver reso grazie lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo che è per voi, fate questo in memoria di me”. Faremo anche noi esattamente così.

Dopo la lavanda dei piedi la Messa continua ed il momento centrale della Messa è proprio quando anch'io come Gesù prendo il pane, lo spezzo e dico: “Questo è il mio corpo che è dato per voi.” È l’Eucaristia, perché questa sera in cui ricordiamo l'ultima cena di Gesù ricordiamo l'istituzione dell'Eucaristia e quel pane spezzato è davvero il corpo del Signore offerto per noi. Per questo i ragazzi attendono con impazienza il giorno della prima comunione, perché mangiare quel pane è accogliersi e nutrirsi del Corpo del Signore.

Vorrei che fosse sempre così, questa è la regola, quello che ha fatto Gesù lo facciamo anche noi. Non solo nella celebrazione qui in chiesa, lo facciamo nella vita ogni giorno, perché è questo che fa capire che siamo cristiani, che siamo discepoli di Gesù: partecipare all'Eucaristia e lavarci i piedi, cioè metterci al servizio gli uni degli altri.

In fondo questi gesti ci dicono una cosa sola, ci dicono chi è Gesù e chi è il cristiano. Gesù è il Signore che è venuto per farsi nostro servo, è il figlio di Dio che è venuto per dare la sua vita per gli uomini .

Questo è avvenuto in questa sera, in questa notte in cui Gesù è stato tradito.

Davvero è sorprendente questo. Gesù sapeva che uno dei dodici lo avrebbe tradito e, proprio perché lo sapeva, ha anticipato il dono di se stesso.

Questa è la risposta che deve essere anche la nostra risposta. Anche noi ci rendiamo conto che nel mondo ci sono tante cose che non vanno bene, ma proprio per questo celebriamo l'Eucaristia, ci laviamo i piedi, ci mettiamo a servizio gli uni degli altri, perché i tanti problemi del mondo ci spingono a vincere il male con il bene, ad anticipare il male con il dono della nostra vita, del servizio. Non è estraniarci dal mondo e dalla storia, ma è inserirci nel modo più profondo e impegnativo, fare come ha fatto Gesù.

Per questo stasera non concluderemo in chiesa l'Eucaristia, ma porteremo il pane consacrato nel tabernacolo del battistero, uscendo all'esterno della chiesa. In qualche modo vogliamo dirlo al mondo che Gesù è venuto per donare la sua vita per noi e ha insegnato a noi a fare come ha fatto Lui.

Per questo ogni domenica ci ritroviamo per celebrare l'Eucarestia, ancora di più ogni giorno ci mettiamo al servizio dei fratelli come ha fatto Gesù.

È di questo che il mondo ha bisogno e saranno ancora questi ragazzi a essere i più vicini al Signore. Chiederò proprio a questi ragazzi di portare un flambeau, una candela accesa, ed essere accanto a me che porto il Santissimo Sacramento dell'Eucarestia, perché dove arriva Gesù arriva la luce che noi diffondiamo, che voi ragazzi portate nel mondo, stringendovi attorno al Signore Gesù.

Ecco, chiediamo che quello che facciamo questa sera diventi la regola di tutta la nostra vita, diventi la regola del nostro essere, perché dall'Eucaristia e dal servizio si diffonda nel mondo la luce, la luce di una speranza che non viene smentita, la luce che annuncia la Pasqua di Gesù.

( dall’omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Luglio 2019 16:19  

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