La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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II DOMENICA DI PASQUA O DELLA DIVINA MISERICORDIA

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II DOMENICA DI PASQUA O DELLA DIVINA MISERICORDIA

28 Aprile 2019

At 5,12-16, dal Salmo 117, Ap 1,9-11a.12-13.17-19, Gv 20,19-31

Otto giorni dopo venne Gesù.

 

Io sono contento che oggi Reiner venga battezzato e ringrazio i suoi genitori, che hanno voluto che fosse proprio oggi il giorno del suo battesimo, perché il giorno più adatto per il battesimo è il giorno di Pasqua.

Quest'anno a Pasqua abbiamo avuto la gioia di avere due battesimi. Nella grande veglia pasquale il battesimo di una giovane donna e la mattina di Pasqua il battesimo di un bambino, Lorenzo.

La giovane donna battezzata per Pasqua, Beatrice, la potete riconoscere, perché ha ancora la veste bianca, quel velo bianco che ha ricevuto il giorno del battesimo e che secondo la tradizione cristiana deve portare per 8 giorni: oggi è l’ultimo giorno in cui lo porta e anche noi alla fine della Messa chiederemo che lo deponga perchè non sia più il vestito, ma la sua vita che risplende a far capire che lei col battesimo è diventata una nuova creatura. (continua a leggere)

 

Il giorno più adatto per il battesimo sarebbe Pasqua e io ho cercato di dire ai genitori di Reiner di battezzarlo per Pasqua, ma loro hanno voluto fermamente il 28 aprile, perché oggi è il suo primo compleanno ed è una doppia festa.

 

In realtà è il modo per capire meglio il significato del battesimo e anche il significato della Pasqua, perché il battesimo di questo bambino ci aiuta a capire che anche oggi è Pasqua. Così infatti la liturgia chiama questa domenica, non la domenica dopo Pasqua, ma la seconda domenica di Pasqua.

Lo abbiamo ascoltato dal Vangelo che ci ha raccontato le due apparizioni di Gesù risorto in mezzo ai suoi discepoli nel cenacolo.

La prima volta la sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, il primo dopo il sabato, cioè la domenica della resurrezione. Gesù risorto, entrando a porte chiuse, si manifesta ai suoi discepoli. E la stessa cosa otto giorni dopo, entrando a porte chiuse, Gesù risorto si mostra ai suoi discepoli, anche a Tommaso che la prima volta non era presente.

È per questo che da quella domenica, la domenica di Pasqua, i discepoli di Gesù non hanno mai smesso di ritrovarsi insieme nel cenacolo, cioè nel luogo dove Gesù durante l'ultima cena ha istituito l'Eucaristia e questa per noi è il cenacolo, la chiesa, il luogo dell'Eucarestia. Per questo ogni domenica, ogni 8 giorni, ci troviamo insieme, perché grazie all'Eucarestia Gesù risorto è realmente presente, Lui che risorgendo ha vinto la morte e non è più limitato da nessun ostacolo. Entra a porte chiuse, realmente anche se misteriosamente è presente nel pane e nel vino consacrati durante la Messa.

Allora è bello poter dire insieme a questo bambino “anche oggi è Pasqua, anche oggi Gesù risorto è presente in mezzo a noi” ed è il battesimo che ci rende partecipi della Pasqua di Gesù, perché grazie al battesimo anche noi siamo immersi nell'acqua per risorgere a vita nuova, la vita dei figli di Dio.

Mi piace anche sottolineare un altro elemento che ci fa capire come sia bello oggi ritrovarci insieme per il battesimo di questo bambino. Il Vangelo, descrivendo la venuta di Gesù risorto, sottolinea per due volte che il primo giorno della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei giudei, venne Gesù, stette in mezzo a loro e disse” pace a voi”.

Mentre erano chiuse le porte: mi ha fatto pensare molto questa espressione ‘chiuse le porte’, perché vi devo dire che purtroppo oggi ci sono delle porte chiuse, delle chiese che non possono aprire le porte oggi. Sapete che succede così nello Sri Lanka: oggi i cristiani non possono andare a Messa per paura di quello che è capitato domenica scorsa.

Certo condividiamo con loro tanta preoccupazione e vogliamo esprimere loro la nostra solidarietà, la nostra fraternità.

Ma mi piace anche dire che Gesù entra anche a porte chiuse, perché non c'è niente e nessuno che possa fermare Gesù risorto.

Anche se le porte sono chiuse, Gesù entra lo stesso ed è questa la fede cristiana che ci sostiene anche oggi: anche nei momenti di lutto, di dolore Gesù entra a porte chiuse, entra per dire ‘pace a voi’.

La certezza della risurrezione di Gesù, la certezza della sua vittoria ci permette di vivere questo giorno come giorno di resurrezione, non giorno di tristezza, non giorno di lutto, ma giorno di vita nuova e di speranza.

Ed è questo ancora il senso del battesimo: partecipare alla vittoria di Gesù sul peccato e sulla morte per dire che non abbiamo paura.

Ed è bello ancora che il primo a rendersi conto di questo sia stato Tommaso. Tommaso è stato l'apostolo che ha portato il Vangelo fino in Oriente, è arrivato fino nello Sri Lanka, non so se è arrivato fino alle Filippine, ma è bello ricordarsi che da oriente a occidente la stessa fede nel Signore risorto ci permette di non avere paura, di gridare al mondo che Gesù non può essere ostacolato da niente e nessuno, perché noi che siamo battezzati siamo sicuri che vinceremo con Lui e con Lui fin da ora partecipiamo a una vita nuova, che è vita di gioia e di speranza.

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Maggio 2019 17:40  

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