La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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III DOMENICA DI PASQUA

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III DOMENICA DI PASQUA

5 maggio 2019

At 5,27b-32.40b-41, dal Salmo 29, Ap 5,11-14, Gv 21,1-19

Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro,così pure il pesce.


Io sono contento che dopo vacanze pasquali tanto lunghe, tanti ponti, domani riprenda il catechismo con ritmo settimanale e oggi a Messa ci sia qualche ragazzo del catechismo. Sono contento che ci sia un nutrito gruppo di ragazze insieme a Federico, sempre fedele al servizio dell'altare, perché abbiamo bisogno dei ragazzi, dei giovani.

Domani si concludono le iscrizioni di "Estate ragazzi" e la presenza dei ragazzi e dei giovani è davvero un segno preziosissimo per la Chiesa e per il mondo.

In particolare ho bisogno dei ragazzi per essere tutti aiutati a capire l'insegnamento che Gesù ci rivolge nel Vangelo, di domenica in domenica. (continua a  leggere)

 

E mi piace iniziare sempre con la stessa domanda: che cosa vedete sull'altare? Penso che tutti vediamo che c'è ancora l'uovo di Pasqua, perché anche oggi è Pasqua. Così ci insegna a vivere la liturgia. Oggi è la terza domenica di Pasqua, perché ogni domenica è Pasqua, ogni domenica il Signore risorto si rende presente in mezzo ai suoi discepoli, in mezzo a noi, e l'Eucaristia è il sacramento della presenza del Signore risorto.

 

 

Ma oggi si capisce meglio che cosa rappresenta "quest'anno in particolare" l'uovo di Pasqua, perchè spezzandosi l'uovo è diventato una barca, una barca che galleggia sul mare in tempesta. Quei drappi azzurri, ma anche di un blu intenso, ci dicono che questa barca sta attraversando il mare che non è sempre calmo, il mare in tempesta.

Di chi è quella barca? È quello che ci dice oggi il Vangelo. Di quale barca parla oggi il Vangelo? È la barca di Simon Pietro: lui era un pescatore e proprio oggi nel Vangelo c'è Simon Pietro che dice "Io vado a pescare" e gli altri apostoli dicono "Vengo anch'io con te" e la barca di Pietro è il simbolo della Chiesa, di tutta la Chiesa.

Per questo l'uovo di Pasqua diventato una barca ha come albero maestro la croce di Gesù e come vela la veste candida che tutti abbiamo ricevuto nel nostro battesimo.

Pietro, che dice ‘io vado a pescare’ e i suoi amici, gli altri apostoli che dicono ‘veniamo anche noi con te’, che cosa hanno pescato? Secondo quello che abbiamo ascoltato nel Vangelo, che cosa presero quella notte in cui erano usciti a pescare?

Non presero niente ed è davvero un insegnamento prezioso questo: per quanto ci diamo da fare, se siamo solo noi a gettare le reti, rischiamo di fare come gli apostoli quella notte, di non prendere niente.

Ma per fortuna, mentre Simon Pietro e gli apostoli erano in mezzo al lago a gettare inutilmente le reti, che cosa è successo? Venne Gesù, Gesù risorto, è lui che dice a Simon Pietro "Gettate le reti dalla parte destra e troverete il pesce”. È Gesù che misteriosamente si rende presente e con la sua parola ci insegna e, avendolo fatto, avendo obbedito alla parola di Gesù, fecero una pesca così abbondante, che quasi le reti si rompevano.

Chi è oggi Simon Pietro, chi rappresenta? Il successore di Pietro, il nostro Papa Francesco. Oggi il Vangelo sottolinea molto la figura di Simon Pietro, è lui che si getta verso Gesù, è lui che trascina questa grande rete piena di pesci, una rete che non si rompe. L'abbiamo voluta rappresentare dall'altra parte della mensa, una rete che raccoglie tanti fiori.

È un altro simbolo del servizio che Pietro e i suoi successori rendono alla Chiesa: tenere uniti tutti i pesci, tutti gli uomini, tutti i popoli, perché questo è il compito del successore di Pietro, promuovere l'unità di tutti i cristiani.

Vorrei fare ancora una domanda ai ragazzi e anche agli adulti: sapete dov'è oggi il successore di Pietro, dov'è andato Papa Francesco? Oggi è in viaggio verso la Bulgaria e domani nella Macedonia del Nord. Perché il successore di Pietro si mette in viaggio? Il Papa non sceglie a caso le mete dei suoi viaggi. La Bulgaria e la Macedonia del Nord sono considerate la periferia dell'Europa, ai confini estremi, e la Bulgaria è lo Stato che ha costruito un muro, 220 km di filo spinato, per chiudere il passaggio verso l'Europa.

Papa Francesco va proprio là per ricordare a tutti che siamo fratelli a partire dai cristiani. I cattolici in Bulgaria sono una piccolissima minoranza, meno del 1%, e Papa Francesco va da questa piccolissima minoranza per dire “siamo testimoni del Signore risorto, che è venuto per unire tutti, per riconciliare gli uomini con Dio e gli uomini tra di loro”. Questo è il grande servizio all'unità della Chiesa, all'unità dei popoli, alla pace e alla fraternità che ancora svolge il successore di Simon Pietro.

Il Vangelo oggi ci dice una cosa bellissima, che Pietro porta una rete piena di grossi pesci, la tira fino a terra e con questi pesci vorrebbe dare da mangiare a Gesù, che si era presentato proprio chiedendo "Avete qualcosa da mangiare?".

Ma che cosa succede? Quando Pietro arriva, trova che Gesù sta già abbrustolendo dei pesci e del pane. Allora Pietro si accorge che in realtà Gesù non aveva bisogno dei pesci che avevano pescato: è questo il modo davvero sorprendente in cui Gesù chiede a noi, ma per poter essere Lui a darci.

Questa è l'Eucaristia. Gesù ci invita ogni domenica a venire a Messa non perché lui ha bisogno di noi, ma perché lui vuole darsi a noi.

Sempre l'Eucaristia è questa tavola imbandita, questo banchetto di festa in cui è il Signore che ci chiede se gli portiamo pane e vino, ma per fare di quel pane e di quel vino il suo corpo e il suo sangue e così nutrirci di Lui, guidarci con la sua parola, radunarci attorno a sé.

Lo faremo anche noi con un piccolo segno. Proprio oggi, e ho aspettato che ci fossero i ragazzi del catechismo, dopo la Messa mangeremo l'uovo di Pasqua e ce ne sarà in abbondanza per tutti, non basteranno i ragazzi del catechismo che ci sono per finire tutta la cioccolata, ed allora invitiamo tutti i presenti. Dopo la Messa chiederò ai ragazzi se mi aiutano a portare di là e a rompere con un grosso martello questo uovo di Pasqua di cioccolato per mangiarne un po’ insieme.

È questo trovarci insieme a mangiare che è segno e conseguenza dell'Eucarestia, della comunione che Gesù ogni domenica ci invita a creare fra di noi, come piccolo segno del grande progetto di Dio di comunione, di pace, di fraternità con tutti i popoli della terra, per fare della Chiesa il segno, lo strumento dell'unità e della salvezza di tutto il genere umano.

È per questo che bisogna venire a Messa, perché qui nutriti da Gesù, guidati dalla sua parola diventiamo anche noi collaboratori di questo grande progetto di Dio per la pace, la giustizia, la salvezza di tutti gli uomini.

(dall'omelia di don Stefano Ottani)

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Luglio 2019 16:16  

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