La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Catechesi giovani adulti


Incontro catechesi giovani adulti 12 Maggio 2011

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Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano

Catechesi giovani adulti

Modulo La felicità

12 Maggio 2011

Mons.Stefano Ottani

Trascrizione senza revisione dell'autore

Siamo arrivati all'ultima unità e , guidati dal Vangelo di Matteo, il senso di tutto l'itinerario è stato quello di rendere ragione della speranza cristiana di cui abbiamo cercato di mettere a fuoco alcune parole particolarmente significative per la nostra cultura. Mi sembra che, alla fine di questo nostro itinerario, è importante capire che nella nostra vita si debba dare importanza più all'essere che all'agire.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Febbraio 2014 18:19 Leggi tutto...
 

INCONTRO CATECHESI GIOVANI/ADULTI: giovedì 10 febbraio 2011

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PROSSIMO INCONTRO CATECHESI GIOVANI/ADULTI: giovedì 10 febbraio 2011


Ore 20.45 presso la parrocchia dei Ss. Bartolomeo e Gaetano, Via S. Vitale n. 3

Proseguendo il tema "Verità e relativismo", Don Stefano commenterà Ef 3:

1Per questo io, Paolo, il prigioniero di Cristo per voi pagani... 2penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro favore: 3per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero, di cui vi ho già scritto brevemente. 4Leggendo ciò che ho scritto, potete rendervi conto della comprensione che io ho del mistero di Cristo. 5Esso non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come ora è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: 6che le genti sono chiamate, in Cristo Gesù, a condividere la stessa eredità, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della stessa promessa per mezzo del Vangelo, 7del quale io sono divenuto ministro secondo il dono della grazia di Dio, che mi è stata concessa secondo l’efficacia della sua potenza. 8A me, che sono l’ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo 9e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell’universo, 10affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, 11secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore, 12nel quale abbiamo la libertà di accedere a Dio in piena fiducia mediante la fede in lui. 13Vi prego quindi di non perdervi d’animo a causa delle mie tribolazioni per voi: sono gloria vostra.

14Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, 15dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, 16perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell’uomo interiore mediante il suo Spirito. 17Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, 18siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, 19e di conoscere l’amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

20A colui che in tutto ha potere di fare

molto più di quanto possiamo domandare o pensare,

secondo la potenza che opera in noi,

21a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù

per tutte le generazioni, nei secoli dei secoli! Amen.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Febbraio 2014 18:21
 

Ritiro Quaresimale 2011 Momento di adorazione a conclusione

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Parrocchia SS. Bartolomeo e Gaetano

Momento di adorazione a conclusione del ritiro di Quaresima 2011

Lo straniero nel Vecchio Testamento

Mons.Stefano Ottani

Trascrizione senza revisione dell'autore



Dal libro della Genesi 18, 1-16

Poi il Signore apparve a Mosè alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del
giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro
dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare
oltre senza fermarti dal tuo servo. Si vada a prendere un po' d'acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero. An­
drò a prendere un boccone di pane e ristoratevi,' dopo potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati
ial vostro servo». Quelli dissero: «Fa' pure come hai detto».

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Febbraio 2014 18:20 Leggi tutto...
 

Ritiro Quaresimale 26 Marzo 2011 Lectio Samaritana

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Parrocchia di S. Caterina di Gallo - Ritiro di quaresima adulti e famiglie

Lectio del racconto evangelico della Samaritana

Scheda di riflessione personale

di Don Stefano Zangarini

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna sarnaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.

Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».

Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore - gli dice la donna -, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le dice: «Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui».
Gli risponde la donna: «lo non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: "lo non ho marito". Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero».

Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l'ora- ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le di ce Gesù: «Sono io, che parlo con te».

In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui.

Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbi, mangia». Ma egli rispose loro: «lo ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. Voi non dite forse: ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. In questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l'altro miete. lo vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete subentrati nella loro fatica».

Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Alcune premesse ...

· Questo Vangelo, insieme a quello del cieco nato (IV domenica di quaresima) e della risurrezione di Lazzaro (V domenica di quaresima) è da sempre utilizzato come catechesi per i catecumeni nella loro preparazione immediata al Battesimo, che si svolge durante la Quaresima per culminare nella veglia pasquale, nel corso della quale ricevono i Sacramenti dell 'iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima ed Eucaristia).

· Il testo, tratto dal Vangelo secondo Giovanni, è ricchissimo di spunti, di simboli, tanto da rischiare di perderei dentro. Non sarà importante cogliere tutto, ma almeno qualcosa che possa aiutarci a porci domande concrete.

Alcuni elementi per comprendere meglio il significato del testo ...

· La Samaria, dove giunge Gesù, è una regione della Palestina con una storia particolare, legata ali 'invasione del Regno di Israele da parte degli Assiri (721 a.C): cfr. nella Bibbia 2Re 17,24-41.
Ai t
empi di Gesù, era considerata una regione pagana, perché gli abitanti erano il risultato di una contaminazione tra israeliti e popolazioni straniere, ma soprattutto la religione era una mescolanza di culti: al culto a Dio si erano uniti i culti agli dei pagani. Per questo motivo, i Samaritani erano disprezzati dai Giudei. E per questo la donna fa riferimento esplicito alle divergenze religiose tra i due popoli.

· Giovanni alterna verbi al tempo passato (azioni) e verbi al tempo presente (dialoghi). Questo per sottolineare che ciò che Gesù e la donna dicono non fa parte di un semplice racconto del passato,ma riguarda ogni lettore. .

· Il pozzo è un 'immagine biblica molto importante. È soprattutto il luogo dove nascono gli amori: pensiamo soprattutto a Giacobbe e Rebecca (Gen 24), episodio a cui ci richiama la samaritana nel suo dialogo con Gesù e con il suo atteggiamento. Inoltre nella tradizione e nelle leggende giudaiche il pozzo è sorgente d'acqua che assicura l'esistenza.

· Il significato dell'acqua: è la pluralità di simboli che l'acqua va a ricoprire a mantenere l'equivoco all'interno del dialogo tra Gesù e la donna, dato che essa non è solo cche disseta, ma un simbolo ricchissimo, che può alludere a molte cose; solo che Gesù e la samaritana leggono l'acqua all'interno di due mondi simbolici molto differenti.

Per la samaritana l'acqua è un simbolo erotico - sponsale: Pr 9,17; Sir 25,25; Sir 26,12. Potrebbe anche avere il significato di Legge provvidenziale per vivere ogni giorno. Del resto dividere la ricerca di senso da quella affettiva è un 'operazione solo nostra.

Per Gesù essa richiama la Torah - Sapienza: Sir 24,1-27, Ò l'azione salvifica e amicale di Dio, Ger 2,13. Guardiamo meglio il senso dell'acqua nel testo di Giovanni: dicevamo che nell'A.T simboleggia la vita, e la rivelazione della Legge; quindi la rivelazione di Gesù, superiore a quella dei padri, è l'acqua di cui Gesù parla; ma non solo: per Ez 36 l'acqua pura che sarà versata alla fine dei tempi è lo Spirito, la legge interiore, e anche questo verrebbe confermato da Gv 7,37-39. I due quindi parlano dell'acqua, ma intendono cose
ben diverse. L'acqua di Gesù ha un'origine precisa, almeno per il lettore assiduo del suo Vangelo: 19,34 (il costato trafitto).

· Come è tipico nello stile di Giovanni, il dialogo tra i due si svolge su piani differenti: Gesù usa i termini in modo simbolico, ad un livello più alto che la donna fraintende. Ma in questo modo la conduce pian piano a una comprensione più profonda di se stessa e dell 'identità di lui. Lo stesso accade nel dialogo con i discepoli. Nel primo caso si parla del bere, nel secondo del mangiare.

Alcuni punti chiave per lasciarci provocare dal testo

Gesù, affaticato per il viaggio,sedeva presso il pozzo

Perché è stanco Gesù? Forse non solo per il cammino affrontato, ma soprattutto per l'incontro con un'umanità superficiale, che non riesce a riconoscerlo e ad andare al cuore delle cose, che non sa farsi più domande e non sa guardarsi dentro. La samaritana è proprio una persona così: vive sulla difensiva, sposta il dialogo sempre su altro, ha paura di guardarsi dentro. Eppure è proprio ciò che può salvarla! Gesù siede presso il pozzo, simbolo del lavoro da fare per vincere la superficialità.

lo sono una persona che sa guardarsi dentro? Ho paura di riconoscermi per quello che sono? Sono capace di scavarmi dentro, al di là delle maschere? Mi lascio provocare dalla Parola di Dio o penso che sia sempre per gli altri?

Dammi da bere

Gesù, il Figlio di Dio, si fa mendicante di fronte alla donna, che è simbolo dell'umanità ferita dal peccato.
La sua domanda richiama la mormorazione del popolo d'Israele nel deserto. Gesù vuole mettersi nei pan ni dell'uomo che chiede. Ma la sua sete è in realtà ben diversa: lo capiremo solo nell'ora della croce: Ho sete! Gesù ha sete di noi e della nostra sete di lui.

Possiamo placare questa sete? Di cosa sento il bisogno nella mia vita? Quali desideri coltivo?

Come mai tu .. chiedi da bere a me .. ?

Anche Pietro dirà a Gesù meravigliato: "Tu lavi i piedi a me?" (Gv 13,6). La domanda della donna è maliziosa: se questo Giudeo rompe le sue regole religiose rivolgendomi la parola, evidentemente cerca qualcosa da me, non certo acqua... La donna capisce che ha di fronte un uomo che ha bisogno e comincia a giocare col suo bisogno, si sente superiore. Ha sempre vissuto l'amore come una compravendita, non co nosce il senso della gratuità del dono. Anche noi spesso viviamo il rapporto con Dio come un rapporto di dare e avere: se io faccio qualcosa per te, tu sarai obbligato nei miei confronti. Rifiutiamo l'idea di Dio
che si fa debole, bisognoso. Dio dev
' essere forte per esaudire i miei bisogni.

Come vivo il rapporto con Dio e con le altre persone? Nella logica del dare e avere o in quella della gratuità?

Se tu conoscessi il dono di Dio ...

Gesù sta cercando di far rientrare la donna in se stessa, facendole riconoscere ciò di cui ha davvero bisogno, e che non vuole ammettere: ha bisogno dell'amore di Dio, non un'acqua stagnante, ma un'acqua che scorre, limpida, l'acqua della gratuità del dono, l'acqua di un cuore puro e semplice. Ha bisogno di relazioni vere, non come quelle che ha vissuto finora, passando da un uomo all'altro nella logica del dominio e dello sfruttamento. Pure noi nella nostra vita, anche di fede, tendiamo a rimanere in superficie, per non riconoscere davanti a noi stessi e agli altri che abbiamo bisogno. Ci sentiamo forti, giusti.

Quali sono i miei veri bisogni? Sento il bisogno di Dio che mi cambi il cuore? Vivo il Sacramento della Riconciliazione come occasione per fare verità e luce sulla mia vita, per riconoscermi bisognoso di acqua viva che plachi la mia sete di verità?

Va' a chiamare tuo marito ...

La Parola di Dio ha il potere di svelare la verità su noi stessi e sul nostro peccato, senza giudicarci. Questa è "profezia", uno sguardo oltre che ci aiuta a guardare tutto con gli occhi di Dio. I pettegolezzi e i giudizi di paese non sono profezia, perché uccidono l'uomo. La profezia invece uccide il peccato per salvare il peccatore.

Sono capace di guardare le persone e la realtà con quest 'occhio profetico, con lo sguardo d'amore di Dio? Oppure mi viene più facile dare dei giudizi e bollare le persone per quello che hanno fatto?

I nostri padri ... voi invece ...

La donna entra in un meccanismo molto "di moda" anche oggi: per fuggire dalle proprie responsabilità nei confronti di Dio e distogliere l'attenzione dai propri peccati, sposta il discorso su questioni religiose, su antiche polemiche (noi adoriamo Dio sul monte Garizim, voi a Gerusalemme). Comunque vada, è colpa della Chiesa, la storia è piena di errori commessi da uomini di Chiesa, la Chiesa si è allontanata dal Vangelo, ecc. ecc. Tutti abbiamo argomenti per metterei sulla difensiva di fronte alla verità che mette alla luce in modo scomodo i nostri peccati. Basta pronunciare la parola "Chiesa" che qualche polemica salterà fuori di sicuro! Tutti così si sentono profondamente esperti di fede e non vogliono che nessuno venga ad insegnare qualcosa in merito. E così non si arriva mai al nocciolo della questione, cioè al nostro cuore, al nostro cammino di conversione. Anche nei nostri incontri in parrocchia, ci troviamo a nostro agio nei "dibattiti" mentre non riusciamo a reggere un confronto con la Parola di Dio sul nostro cammino di fede, evitiamo tutte quelle occasioni che ci costringerebbero ad uscire allo scoperto con la povertà della nostra fede. Intimamente ne sentiremmo il bisogno, ma poi prevale il bisogno di uno schermo che ci metta al riparo.

So fare tesoro delle occasioni che mi vengono date dalla comunità cristiana per ascoltare insieme la Parola di Dio, per un confronto sereno sulla fede, per un cammino di direzione spirituale ... ?

So che deve venire il Messia ...

Per il mio rapporto con Dio, per la mia conversione, per l'ascolto della Parola c'è sempre tempo. Aspetto che mi arrivi qualche segno inequivocabile. Adesso ho altro a cui pensare, c'è la vita reale, ci sono i problemi quotidiani ... Ma Gesù è già qui, ora, di fronte a me, si è fermato al pozzo proprio per me. Ora è il momento giusto. Che non accada che prosegua il cammino senza che io l'abbia accolto come il mio Salvatore, troppo impegnato a cercare acqua da tutti tranne da chi può darmela, senza così riuscire mai a placare la mia sete.

Sono una persona che rimanda sempre l'incontro con Dio? Penso di avere troppe cose più urgenti da fa-
re e a cui p
ensare? La Messa domenicale, la preghiera quotidiana, la confessione, la direzione spirituale, gli incontri di catechesi e di ascolto della Parola, i propositi quaresimali concreti, l'incontro coi poveri, ... che cosa aspetto a metterli al primo posto con scelte decise?

La donna lasciò la sua anfora ...

L'arrivo dei discepoli è decisivo: Gesù avrebbe potuto scappare, per non farsi trovare in una situazione imbarazzante. Invece rimane con la donna: non si vergogna di lei, vuole davvero il suo bene, anche a costo di rimetterei la faccia. Questo la spinge a fare ciò che non avrebbe mai fatto: lasciare la propria anfora al pozzo (come per dire a Gesù: mi fido di te, so che quando tornerò tu sarai qui ad aspettarmi) e correre in città, da quei suoi concittadini che la giudicavano e la disprezzavano. Ha qualcosa da dire, quell'incontro è stato decisivo e non può tenerlo per sé.

Mi fido di Gesù o cerco sempre altre sicurezze umane? Mi vergogno di lui davanti agli altri o ne parlo come di qualcosa di bello che dà senso alla mia vita?

lo ho da mangiare un cibo che voi non conoscete ...

Prima Gesù aveva chiesto da bere alla donna, ora i discepoli gli offrono da mangiare. In entrambi i casi, la sete e la fame di Gesù hanno un valore spirituale. Gesù ha sete e fame della fede dei Samaritani, simbolo dell'umanità lontana da Dio, indifferente, o che vive una fede sbagliata, modellata dall'uomo. Suo cibo è fare la volontà del Padre. Cfr. Gv 6,26-29: questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha man-
dato.
Cosa significa fare la volontà del Padre? A volte crediamo che sia risolvere i problemi terreni che ci circondano; ma la volontà di Dio è che il mondo creda: il mondo ci offre un cibo che perisce, Gesù ci offre un cibo di vita eterna. Vuole comunicarci una fame missionaria! .

Sento la missione come l'urgenza maggiore del mio essere cristiano? Condivido con Gesù e con la Chiesa la fame di realizzare la volontà di Dio, o i miei desideri si fermano ad alcuni bisogni personali da soddisfare? Sono centrato su me stesso e sulla mia realizzazione (anche religiosa) o mi sento sospinto verso gli altri, nel desiderio di comunicare loro la bellezza della fede?

Alzate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura ...

Mancano quattro mesi alla mietitura e Gesù invita i discepoli a guardare i campi che biondeggiano. Questo è lo sguardo del discepolo, del missionario: non si ferma mai su ciò che è l'uomo ora, su ciò che è il mondo ora, ma sa vedere ciò che può ed è chiamato a diventare. Se ci fermassimo a ciò che vediamo ci spaventeremmo e rinunceremmo all'impresa. Ma l'opera a cui siamo chiamati non è nostra, ma di Dio.
Questo è lo sguardo con cui Gesù ha guardato la donna samaritana e con cui guarda a questo popolo lontano e disprezzato.

Qual è il mio sguardo sulla realtà che mi circonda? Mi lascio frenare nel mio slancio missionario dalla "lontananza" dei miei interlocutori, dai giudizi su di loro? Mi viene da pensare davanti a certe persone che "tanto non c'è niente da fare''? Considero la mia fede come una "consegna" che come ho ricevuto sono chiamato a trasmettere fedelmente?

Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo ...

La fede dei Samaritani è nata grazie alla testimonianza della donna; ma è nello stare con Gesù che essi la rafforzano e la completano. La fede infatti non è basata su concetti, ma sull'incontro con una Persona, con Gesù Cristo. Finché non avviene questo incontro, la fede rischia di ridursi a dottrine e precetti morali, come capita spesso nella vita di tanti cristiani.

Posso tracciare le tappe della mia storia di fede? Da chi l'ho ricevuta? Come mi è stata trasmessa? Come l 'ho custodita e fatta crescere? C'è un incontro con Gesù che mi ha cambiato la vita? Cosa significa per me affermare che Gesù è il "salvatore del mondo"? La mia è una fede semplicemente individuale o si nutre della fede di una comunità (abbiamo udito e sappiamo ... cfr. 1Gv 1,1-4)?

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Febbraio 2014 18:20
 

Incontri formativi giovani adulti 2010/2011

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Incontri formativi per giovani e adulti

Anno 2010-2011

Giovedì prossimo, 7 ottobre, presso la parrocchia dei Ss. Bartolomeo e Gaetano prenderà il via il terzo anno di incontri formativi per giovani e adulti.

Il percorso vedrà l’approfondimento di cinque argomenti principali, articolati in tre incontri ciascuno, e ognuno di questi argomenti avrà come base di riferimento un brano tratto dal Vangelo di Matteo.

Gli argomenti trattati saranno:

  • intelligenza e intelletto (Mt 5, 13-16)
  • il concetto di persona (Mt 1, 1-16)
  • verità e relativismo (Mt 7, 12.15-21)
  • laicità (Mt 22, 15-22)
  • la domanda di felicità (Mt 6, 9-13)

Il primo incontro sarà di apertura e potrà svolgersi in maniera diversa: proiezione di un film, intervento sul punto di una persona interna o esterna al gruppo, confronto tra noi sul tema trattato. Potrebbe essere stimolante se ognuno offrisse un contributo di tipo personale, con una riflessione magari supportata dal brano di un libro, un articolo di giornale o un’esperienza personale.

Il secondo incontro vedrà un approfondimento biblico-teologico basato sul Vangelo di Matteo e guidato da Don Stefano.

Nel terzo incontro saranno invece i confratelli della Comunità di San Giovanni a condurre una riflessione di impronta filosofico-teologica.

Sono previsti inoltre due momenti di ritiro spirituale nei periodi di Avvento e Quaresima e un pellegrinaggio alla fine dell’anno (metà/fine giugno).

 

Sono previsti inoltre due momenti di ritiro spirituale nei periodi di Avvento e Quaresima e un pellegrinaggio alla fine dell’anno (metà/fine giugno).

Per maggiore comodità, riporto di seguito il calendario degli incontri, che si terranno tutti (salvo diverse disposizioni che saranno comunicate di volta in volta e in tempo utile) presso la parrocchia dei Ss. Bartolomeo e Gaetano a partire dalle ore 20.45:

- giovedì 07 ottobre 2010

- giovedì 21 ottobre 2010

- giovedì 04 novembre 2010

- giovedì 18 novembre 2010

- sabato 04 e domenica 05 dicembre 2010 (ritiro spirituale, luogo da definirsi)

- giovedì 16 dicembre 2010

- giovedì 13 gennaio 2011

- giovedì 27 gennaio 2011

- giovedì 10 febbraio 2011

- giovedì 24 febbraio 2011

- giovedì 10 marzo 2011

- ritiro spirituale a Gallo Ferrarese, 26 e 27 marzo 2011

- giovedì 07 aprile 2011

- giovedì 28 aprile 2011

- giovedì 12 maggio 2011

- giovedì 26 maggio 2011

- metà/fine giugno, pellegrinaggio (giorni e luogo da definirsi)

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Febbraio 2014 18:22
 


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