La Cupola fra le Torri

Parrocchia dei Santi Bartolomeo e Gaetano, Bologna

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Ritiro parrocchiale di Quaresima

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Ritiro parrocchiale di Quaresima


Il ritiro spirituale quaresimale, previsto per sabato 8 marzo p.v. (dalle ore 15.00 alle ore 22.30 circa), si terrà presso la Casa generalizia delle Serve di Maria di Galezza (Via Porrettana n. 14, Bologna).

 

Ultimo aggiornamento Domenica 09 Marzo 2014 16:28 Leggi tutto...
 

CATECHESI GIOVANI ADULTI Riferimenti Parrocchiali

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CATECHESI GIOVANI ADULTI
Riferimenti Parrocchiali

Silvia Soleschi
tel. 051-625.63.35 - 320-2834990
Itinerario triennale di Catechesi sui Dieci Comandamenti
giovedì 20.45 (quindicinale)

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Febbraio 2014 18:10
 

IL SESTO COMANDAMENTO 18 aprile 2013-Non commetterai adulterio

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PARROCCHIA DEI SANTI BARTOLOMEO E GAETANO

Strada Maggiore,4 - 40125 BOLOGNA

 

Catechesi giovani-adulti


IL SESTO COMANDAMENTO
18 aprile 2013


Appunto di Mons.Stefano Ottani

 

"Non commetterai adulterio" ( Es 20,14; Dr 5,18)

Adulterio = qualsiasi accoppiamento illegittimo (cfr. vino adulterato ... )

Non genuino (= alterato negli elementi costitutivi originali o naturali)
Non vero
(= falso, ingannevole)

Il comandamento ha valore non solo in ambito sessuale. Sottostante, tuttavia, sta un 'idea di
sessualità quale dimensione essenziale della persona

Il senso del testo è chiaro: proibisce la violazione della fedeltà/verità coniugale

Positivamente: tutela la integrità (natura, bontà & bellezza, dignità, valore, gioia ... ) del matrimonio
Catechisticamente: "Non commetterai atti impuri" per estendere il comandamento a tutto l'ambito
sessuale. (v. CCC 2331-2400: testo di riferimento)

Riscoperta della "purezza", a partire dall'ecologia: aria, acqua ... oro puro = senza veleni, non
inquinata, il più prezioso. L'amore "puro" è l'unico vero.

È questo il senso complessivo del comandamento e della morale: mostrare la bellezza e
testimoniare la felicità del matrimonio/sessualità vissuti integralmente.

Verbo al futuro (come tutti i comandamenti della seconda tavola)

... quando sarai nella terra promessa (cfr riflessione sul V comandamento)
Il VT presenta una progressiva evoluzione

All'inizio: poligamia (cfr Abramo, Giacobbe, Davide .. ): adulterio solo se con donna sposata
(Davide e Betsabea)

Punito con la lapidazione (Lev 20, lO)

[la prostituzione era tollerata, fino alla prostituzione "sacra"]

La legge (di Mosè) è un primo limite alla violenza del forte, a tutela del debole

Successivamente la legge non impone un nuovo "diritto di famiglia" ma l'esperienza dell'alleanza
Dio-Israele fa evolvere il matrimonio verso l'unicità e l'indissolubilità

I profeti estendono l'adulterio all'uomo (cfr Os 4, 14)

I libri sapienziali (sec. IV) non conoscono più la poligamia; esaltano la famiglia, la moglie,
l'intimità familiare (Prov. 5, 18-19; 31,10-31; Sa1128/127)

Gn 2, 18-25 riconduce l'uomo-donna al progetto originario del Creatore
"E il Signore Dio disse: 'Non è bene che l'uomo sia solo ... "

La storia (Signore) e la natura (Dio) affermano che solo nella relazione u-d l'essere umano
trova il "bene" (vita, felicità, realizzazione di sé ... ), superando la sua radicale
solitudine/incompiutezza. L'essere umano è duale: uomo-uoma,

Mt 19, 3-9 Il Mc lO, 1- 12

Continuando nella linea evolutiva, Gesù presenta la propria posizione sul matrimonio, uguale per
marito e moglie, scandendo la storia dell'umanità in tre fasi: 1) da principio, 2) Mosè, 3) ma io vi
dico.

Mt 5, 27

"Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulteri con lei nel suo cuore"
Ef5, 25-33

"Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!" (32)


Concilio di Trento, 1563

"Se qualcuno dicesse che il matrimonio non è veramente e propriamente uno dei sette sacramenti
della legge evangelica, istituito da Cristo Signore, ma trovato dagli uomini nella Chiesa, e che non
conferisce la grazia: sia anatema" (sess. XXIV, can. 1)

Beato Giovanni Paolo II

1978-1981 Catechesi sulla teologia del corpo
"Il corpo, espressione della persona".

QUESTIONE

Attualmente la affermazione della necessaria fedeltà nel matrimonio, non è da tutti condivisa, fino
ad essere ritenuta contraria al buon senso, addirittura disumana.

Occorre allora aggiornare la posizione della Chiesa (comprendere una nuova unione dopo un
matrimonio finito)
?

È da notare che la questione è antica.

- Già i fari sei erano divisi in due scuole di pensiero (lassisti e rigoristi).

- San Tommaso ritiene che il Vecchio Testamento non abbia un confine cronologico, ma finisca

quando Cristo viene accolto. La legge del ripudio/divorzio vige ancora per quanti hanno i cuore
indurito, per chi non ha accolto Cristo e non conosce il "vero" amore.

- All'interno della Chiesa la posizione cattolica è diversa da quella ortodossa, pur condividendo lo
stesso vangelo e la stessa dottrina sul matrimonio.

- Certamente sussistono molti equivoci sulla impossibilità dell' accesso alla comunione da parte dei
di vorziati e sull' atteggiamento della comunità cristiana nei loro confronti ...

Proprio in questo contesto è necessario chiarire come il comandamento sia "buona notizia" che non
condanna ma che indica un ideale (il progetto del Signore Dio) e prospetta un cammino progressivo,
mai disgiunto dalla misericordia di Dio e della Chiesa.

Il vertice di questo lieto annunzio è la grazia del sacramento del matrimonio che assicura il bene (la
vita, la realizzazione di sé, la gioia ... ) per chiunque rimanga fedele, anche nel caso di infedeltà
dell'altro. Il coniuge che rimane fedele è testimone luminoso dell'amore di Cristo-Chiesa, che
è
indissolubile, fedele, fecondo, ma anche crocifisso. Nel mistero della croce si attua il dono di amore
più grande. In questo caso il sacramento del matrimonio non fallisce, ma rispecchia più da vicino la
realtà da esso significata: la croce/gloria.

Ne deriva la gioia, che scaturisce dall'amore e dalla pace; ne deriva il benessere proprio, dei figli e
della comunità .. , insieme a persecuzioni e a ferite che rimangono sempre aperte.

 

Compito del cristiano è vivere (e testimoniare) la sessualità e il matrimonio nella sua genuinità (non
adulterata) manifestandone la bellezza e la felicità, via dell'autentica piena realizzazione della
propria umanità.



Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Febbraio 2014 18:10
 

Ritiro di Quaresima 2013 Condivisione serale

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Ritiro di Quaresima 2013

Condivisione serale

 

LA PENITENZA LA QUARESIMA E  LE OPERE PENITENZIALI


La parola latina "paenitentia" traduce due concetti distinti:
- conversione (cfr Me 1, 15)

- rimedio al danno

Ci occupiamo di questo secondo aspetto, che ha come presupposto una tradizionale concezione
Peccato
= colpa & danno

il perdono rimette la colpa

la penitenza rimedia al danno

La lunga evoluzione nella storia del sacramento della confessione ha portato a inversione dell' ordine penitenza-assoluzione

spiritualizzazione della penitenza = atto di fede/carità (indulgenze)

Di fatto si rischia di essere

assolti ma non pentiti (danno non risarcito) ... né convertiti!

Occorre riconsiderare le opere penitenziali, come inveramento della conversione

In Quaresima
Preghiera
Elemosina
Digiuno


Come risarcire i danni commessi

ai singoli?

all'umanità? aria inquinata

acqua sprecata
denaro svalutato
lavoro inadeguato ...


Riproporre le opere di misericordia corporale

per una attenzione ai poveri non episodica, ma strutturale
per costruire una parrocchia esemplare

1. Dar da mangiare agli affamati.

2. Dar da bere agli assetati.

3. Vestire gli ignudi.

4. Alloggiare i pellegrini.

5. Visitare gli infermi.

6. Visitare i carcerati.

7. Seppellire i morti.

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Febbraio 2014 18:12
 

Ritiro di Quaresima 2013 Meditazione

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Ritiro di Quaresima 2013

GESÙ REDENTORE

Così parlò Gesù. Poi, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre, è venuta l'ora: glorifica il
Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano,
perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che
conoscano te, unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. lo ti ho glorificato
sulla terra, compiendo l'opera che mi ha dato dafare. Ora, Padre, glorificami davanti a
te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse
".

(Dal Vangelo secondo Giovanni 17, 1-5)

Nel ritiro di Avvento abbiamo riflettuto sulla Incarnazione.
Tema del ritiro di Quaresima è la Redenzione

A partire da una domanda: che cosa ha fatto Gesù?

Si è incarnato, è morto e risorto!

Ma perché?

Per redimerci!

La "redenzione" esprime l'opera e le conseguenze della incarnazione-morte-risurrezione di Cristo
per l'umanità, così come è formulata da Paolo nella rivelazione del "mistero":

"In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza
della sua grazia" (Efesini, 7)

lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,
per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati" (Colossesi 1, 13-14)

Se tuttavia analizziamo il significato di "redenzione", invece di chiarire le idee si confondono:

 

Redimere = ricomprare, riscattare

dal potere della morte

dalla schiavitù del diavolo

a prezzo del sangue

 

Come è pensabile che Dio debba pagare il diavolo per riscattare l'uomo, al prezzo del sangue di suo
Figlio? In che modo la atroce sofferenza della croce redime?

Difficoltà analoghe si pongono se si analizzano altre figure:

Salvare = condurre al sicuro, da un naufragio

Liberare = sottrarre all'oppressione, violenza, tirannia, prigionia, paura, morte ....
Offrire in sacrificio
= riservare solo per Dio

In tutti i casi rimangono senza risposta le domande: perché la sofferenza? Perché Dio ha dovuto
scendere a patti con il diavolo?

La via della "spiegazione" è impraticabile!


È da notare che nel vangelo non si esplicita mai concettualmente lo scopo della missione di Gesù
(lo si presenta sempre con parabole o con immagini, centrate attorno al concetto di "regno di Dio")

In particolare non è esplicitato nel momento supremo del suo dono:

Matteo 26, 26-28:

"Prendete, mangiate: questo è il mio corpo". ( ... )

"Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti per il perdono
dei peccati"

Marco 14, 22-25:

"Prendete, questo è il mio corpo". ( ... )

"Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti"
Luca 22, 19-20:

"Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me" ( ... )
"Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi".

I Corinzi Il, 24-26:

"Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me" ( ... )

"Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in
memoria di me"

L'attuale traduzione liturgica ha modificato e introdotto concetti non presenti nel testo biblico ( e
neppure nel testo latino!)

"Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi"

"Prendete, e bevetene tutti: questo è il calice del mio Sangue per la nuova ed eterna alleanza,
versato per voi e per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me"

"Accipite, et manducate ex hoe omnes: Hoc est enim Corpus meum"

"Accipite, et bibite ex eo omnes: Hic est enim Calix Sanguinis mei novi et aeterni testamenti: qui pro vobis
et pro multis effundetur [futuro!] in remissionem peccatorum. Haec quotiescumque feceritis, in mei
memoriam facietis"

Anche la fede della Chiesa, formulata nel Credo, non esplicita:

"Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, ... si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi
'" morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato ... è salito al cielo, siede alla desta del Padre.

Fin dall'antichità la teologia ha cercato di esplicitare concettualmente lo scopo della missione di
Cristo, cogliendo un duplice significato della preposizione "per"
= motivo finale/causale
Interessantissima la antica lettura scotista (Giovanni Scoto Eriugena, Irlanda 810-877 ca) e tomi sta
(San Tommaso d'Aquino, 1225-1274):

Per noi uomini: indipendentemente dal peccato, il Figlio di Dio si sarebbe incarnato per darei la sua
vita

Per la nostra salvezza: a causa del peccato dell'uomo, Dio ha dovuto incarnarsi, morire e risorgere
per salvarci

San Tommaso concettualizza l'intuizione di Sant'Agostino (354-430) cantata nell'annunzio
pasquale: "Davvero era necessario il peccato di Adamo, che è stato distrutto con la morte del Cristo.
Felice colpa, che meritò un cosÌ grande redentore!"

Pur nella ammirazione della (imprescindibile) idea di "redenzione", è bello scoprire che (proprio
per superare le aporie collegate a tale compravendita?) la riflessione più matura del Nuovo
Testamento introduce un nuovo e decisivo concetto: la "gloria".


Δόξα gloria

Onore universalmente riconosciuto e tributato nei confronti di un valore assolutamente eccezionale
(Devoto-Oli)

La gloria è conseguenza della vittoria

La gloria di Dio è la manifestazione della sua assoluta potenza eterna e universale

La gloria eterna del Padre manifesta l'identità stessa di Dio creatore, signore e giudice

La gloria di Gesù manifesta "ora" chi è Dio per l'uomo: è il Padre che ama talmente i figli da essere
disposto a tutto per loro

Non è possibile (neppure per Dio!) fare di più per l'uomo di morire in croce per i peccatori.
Quando Gesù è crocifisso è il Padre a soffrire di più!

Nel vangelo di Giovanni la gloria e la croce si sovrappongono, perché la croce manifesta la gloria di
Dio, rivela chi è Dio, e, di conseguenza, chi è l'uomo.

Questo è il "mistero", ossia la verità inaccessibile alla ragione umana: Dio non è solo creatore,
signore e giudice dell'universo, ma è Padre che ama infinitamente

Gloria

al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
come era in principio

e ora

e sempre, nei secoli dei secoli.

Amen!

La gloria della Trinità è la verità più confortante.

Mons.Stefano Ottani

 

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